La
valle di Cogne e' la piu' famosa delle tre che fanno parte dell'area valdostana del parco. Arrivarci vuol dire risalire una gola molto stretta, quasi impraticabile, scavata dalle acque del torrente Gran'Eyvia.
Come a Valmontey: poche case trasformate in piccoli alberghi, alla fine della strada asfaltata, da dove partire per raggiungere le zone interne del parco. Nel centro di Cogne, paese che si concentra ai bordi del grande Prato di Sant'Orso, davanti alla parrocchiale del Sant'Orso, si aprono i locali della Cooperativa Dentellieres, mentre il ristorante Lou Ressignon prepara piatti della cucina tradizionale, polenta e carbonada, riso e fontina, gligliate di verdura, carni e pesci, buoni dolci.
La tradizione sembra regnare anche a Valsavaranche, la seconda valle del parco, il cui ingresso è segnato da un'altra gola impervia.
A Pont si allargano i boschi, i larici e le piccole frazioni formate da rustici in gran parte abbandonati.
Nella valle di Rhemes, la terza del parco, dominata dalle pareti di roccia chiara della Granta Parey, la meglio conservata di tutta la Val d'Aosta, i paesaggi sono tranquilli e bucolici, con case tradizionali in legno e pietra, prati.
Si giunge a Eau Rousse, ultima tappa, dove i fienili sono stati trasformati in un accogliente albergo: qui parte il sentiero che sale attraverso la foresta di conifere fino alla Reale Casa di caccia di Orvieille. Il ristorante Hostellerie du paradis offre piatti tipici della zona, il patè di camoscio, le salsicce, il soufflè ai formaggi, la polenta valdostana e l'immancabile fonduta. Buona la scelta dei vini. Non ve ne pentirete.