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Sagra del Pesce Azzurro - Caorle (VE)
Annualmente nel mese di Agosto
Le origini di Caorle sono riconducibili all'epoca romana quando l'attuale porto di Falconera era il Portus Reatinium per i marinai delle navi che risalivano il corso del fiume Lemene verso le città romane di Julia Concordia e Opitergium.
Ma già da molto prima in questa zona c'erano degli insediamenti; lo testimonia la scoperta di un villaggio protostorico risalente all'età del bronzo (almeno 1500 anni prima di Cristo) nelle campagne di San Gaetano.
Le origini romane di Caorle sono confermate dal clamoroso rinvenimento archeologico di una nave romana del I sec. d.C. ritrovata al largo del mare di Caorle, completamente intatta col suo prezioso carico di anfore.
Con la caduta dell' Impero Romano, Caorle diventa una delle città più importanti del litorale, tanto da contribuire in modo decisivo alla fondazione di Venezia quando le genti della terraferma nelle remote isole delle lagune trovarono scampo alla devastazione delle orde barbariche che misero a ferro e fuoco Aquileia, Concordia, Oderzo, Altino e Padova.
Nei secoli successivi la città cresce e diventa "ricca de zente e de possenza", fornisce navi e marinai alla flotta veneziana, ma il suo declino coincide con la caduta della Repubblica Serenissima.
Il pesce delle valli, della laguna e del mare è alla base di una serie di piatti tipici, consolidati da una tradizione che si è sviluppata sulla grande disponibilità di pescato fornito quotidianamente dalla flotta peschereccia e dalla capacità dei ristoratori locali di proporre pietanze saporite a base di prodotto freschissimo.
Qui è forte l'influenza veneziana: da tempi immemorabili fritture zuppe, ma anche arrosti sulle braci, fanno da padroni sulle tavole nei giorni di lavoro e nei giorni di festa.
Una vera e propria gastronomia "da ristorante" si è sviluppata solo in anni recenti, grazie al turismo, con la rivisitazione delle ricette dei pescatori dove la polenta bianca e calda, appena scodellata oppure arrostita sulla graticola - è l'accompagnatrice obbligatoria di ogni piatto di buon pesce.
Infatti, tra le manifestazioni gastronomiche del territorio, si ricorda la sagra del Pesce, nel mese di Agosto.
Protagonista della manifestazione è la zuppa di pesce; è sicuramente tra le portate più apprezzate anche perché fatta con qualsiasi tipo di pesce, saporitissima appunto per la sua varietà di gusti, ma più famoso è il "Broéto caorlotto", il piatto-base dei pescatori nei lunghi periodi di trasferta nei casoni, con la caratteristica dell'utilizzo di "pesce povero", quel pesce cioè che non si sarebbe venduto.
Un altro piatto tipico, offerto nei vari stands, sono le famose "sardèe in saòr", sardine fritte e messe a macerare con olio, cipolla soffritta, sale e aceto. Piatto delicato e forte allo stesso tempo, un'invenzione dei poveri.
Anche lo "spèo de bisàto" (spiedo d'anguilla) è una vecchia ricetta del casón di valle. I pescatori tagliavano le anguille a pezzi senza recidere completamente la pelle, le salavano e le infilzavano con lunghi spiedi di legno a loro volta infilzati sul fondo di creta del focolare che fungeva da isolante.
Con l'uso della pasta, introdotta recentemente nella dieta dei pescatori, sono subito diventati famosi gli spaghetti con le vongole, con le cozze, con l'astice, per non parlare della grande versatilità del riso per risotti di incomparabile sapore: ai frutti di mare, con il nero di seppie, con i gò, con l'anguilla e, recentissimo, il risotto di gamberi e fiori di zucca.
Infine, non sono da tralasciare le sogliole e le passere ai ferri o fritte, branzini, orate, cefali e ancora seppie in umido con la polenta, calamari fritti, cappe sante, cappe lunghe, capparozzoli, gransèole.
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