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Sagra Gastronomica - Chioggia (VE)
Annualmente nel mese di Giugno
Chioggia:
con i suoi 52 mila abitanti è la sesta città più popolosa del Veneto.
Situata nell’estremo lembo meridionale della Laguna di Venezia, occupa una posizione geografica singolare: tra mare e laguna, quasi sospesa tra diverse tonalità di azzurro del cielo e dell’acqua.
Divisa dal mare da una lunga striscia di arenile, il lido di Sottomarina, che va dalla bocca di porto di San Felice alla foce del Brenta.
La sua “forma urbis”, ovvero la struttura della città, ha sempre incuriosito studiosi, viaggiatori e scrittori, al punto da considerarla un esempio classico e citatissimo di pianta urbana, sintesi incomparabile di morfologia naturale e di funzionalità rispetto al mestiere tipico, la pesca.
Le linee verticali della piazza e dei canali si intersecano con quelle orizzontali delle calli scandite con regolarità e in un ordine quasi perfetto a formare la classica “spina di pesce”.
E’ un isola artificiale: da quando, alla metà del 1500, fu scavato il canale della Cava per ragioni di sicurezza militare della Repubblica Serenissima, del cui dogado risultava essere la seconda città. Dalla metà del 1700 ha ritrovato la sua naturale continuità con la terraferma attraverso un antico ponte a 43 arcate, oggi ristrutturato e reso conforme alle moderne esigenze della mobilità, un luogo da cui è possibile ammirare straordinari tramonti di fuoco in laguna.
Chioggia, capitale della pesca marina e lagunare (pesci, molluschi e crostacei) e centro orticolo con produzioni tipiche riconosciute a livello europeo (il radicchio, la cipolla bianca, la zucca) vanta una tradizione culinaria di tutto interesse.
Sono in gran parte di piatti nati poveri, all’insegna della necessità di conservare gli alimenti e di preparare i piatti adattando porzioni limitate dello stesso prodotto o riciclando cibi già cotti in precedenza. Il tutto naturalmente cadenzato con i tempi delle stagioni e delle festività del calendario.
Tra le manifestazioni tipiche del territorio, si ricorda Sagra Gastronomica, nel mese di Giugno.
Durante la festa presso gli stands gastronomici allestiti per l' occasione, tutti i partecipanti possono degustare diverse specialità locali, come ad esempio:
le “sardelle o sardoni salài”: le sardine o acciughe crude conservate sotto sale e poi in olio crudo, utilizzate come sugo dei “bìgoli in salsa”;
le “bibarasse, caparossoli o peòci in cassopipa”, le vongole di mare o di laguna o le cozze cotte con un soffritto di cipolla, usato sia come antipasto che come condimento con gli spaghetti;
il “broeto” specie di zuppa con tranci di svariati pesci e molluschi cotti su una salsa di olio, cipolla e aceto e serviti con crostini di pane, nato proprio per recuperare da parte dei pescatori in un piatto unico anche il prodotto pescato in quantità non commerciabili.
Tra la varietà di frittura, si ricordano le “schile e i marsioni”, gamberetti di laguna, servite su crema di polenta e soprattutto le “moleche”, granchi in muta. Le “masanete” sono invece i granchi femmina, cotti in acqua bollente e servite con olio e limone.
Tra i dolci si ricorda la “smegiassa”, focaccia a base di miele nero, farina, zucca, uva passa pinoli e zucchero è il tipico dolce delle feste natalizie;
i “berolini”, fatti con farina, melassa e anice con le forme degli oggetti più svariati erano un tempo i dolci della Befana;
i “papini”, fatti a ciambelline dal gusto leggermente di vaniglia e dall’impasto piuttosto duro, erano il classico dolce pasquale, come pure il “pan conso”, dolce più tipico di Sottomarina, e il “pan dolse” e le “bissiòle”.
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