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San Pierre
Dal fondovalle ai pascoli più elevati, il territorio del comune
di Saint-Pierre si estende in verticale per oltre duemila metri.
L'ampio retroterra consente libertà e fantasia nella scelta di
itinerari e, per chi non vuole allontanarsi troppo dalla zona,
la possibilità del battesimo dei tremila sul Fallère (3016 m.).
Il primo insediamento umano, risale al tremila a.C.; un villaggio
di capanne neolitiche, tracce di tarda romanità son venute alla
luce ai 1700 metri di Vetan.
Risale invece agli inizi del secondo millennio il castello, la
cui venerabile età è tenuta nascosta da un maquillage protrattosi
per secoli: è sede del Museo regionale di scienze naturali.
Fra i suoi merli è salita a curiosare la cuspide del campanile
romanico che affianca la chiesa sottostante, eretta nel 1871 sui
resti di un precedente edificio religioso: nel suo interno possiede
un piccolo museo d'arte sacra.
Ai piedi del dirupo, seminascosto da un frutteto nei pressi dell'antica
strada romana, sbuca tra il verde il castello Sarriod de la Tour,
che è riuscito a conservare le linee essenziali della struttura
risalente al XV secolo. Oggi a Saint-Pierre la storia si è circondata
di vergers (prati-frutteti) e vigneti; l'altura che sovrasta l'abitato
ha dato il nome al pregiato vino Torrette, l'accompagnatore ufficiale
della gastronomia locale.
Viene gestito dalla cooperativa Cave des Onze Communes, mentre
la Cofruits raccoglie la produzione di frutta di 17 comuni (30.000
quintali). Dallo stretto connubio fra i due enti è nato il Pain
de Coucou, emporio di prodotti tipici, dove vini, liquori e frutta,
lardo salumi e formaggi si trovano fianco a fianco con sculture
in legno, lavori in ceramica e pietra ollare, pizzi al tombolo
(dentelles) e draps, tessuti al telaio.
Il connubio castello-museo si è rivelato un esperimento perfettamente
riuscito: lo prova l'affluenza dei visitatori.
Il materiale è di proprietà della Società della Flora Valdostana
ed è esposto in nove sale, che presentano i molteplici aspetti
della natura in Valle: mineralogia e geologia, clima e ghiacciai,
fauna del parco, flora e vegetazione, diorami ambientali, specie
scomparse, mammiferi, uccelli insetti.
È un'occasione preziosa per osservare, immobilizzati nei loro
caratteristici atteggiamenti, quegli animali che, nel loro habitat
cercano di sottrarsi allo sguardo, e per riconoscere, nelle stupende
immagini dedicate alla flora, gli esemplari già ammirati, o che
si spera di ammirare, durante le passeggiate nel Parco.
Il castello di Saint-Pierre, risalente all'XI secolo, sorge su
un ardito sperone roccioso quasi a picco sulla superstrada del
Monte Bianco. Castello di gnomi e fiabesco, come fu definito,
è comunque il più fotografato della Valle d'Aosta, grazie soprattutto
alle quattro torrette angolari che nell'800 un restauratore aggiunse
al mastio, con una trovata che mal si adatta all'architettura
valdostana.
Il campanile romanico della parrocchiale sottostante, crea un
complesso di indubbio effetto scenografico. Ospita nel suo interno
il Museo regionale di Scienze naturali.
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