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La Valdigne:ai piedi del monte bianco
Secondo la maggior parte degli autori, Valdigne deriva dal Celtico Vaoudagne che significa, foresta di pini. Verso l'XI secolo alcuni documenti notarili indicano Vallis-Digna cioè la più considerevole delle piccole valli che occupano il ducato di Aosta, in seguito assunse il suo definitivo nome di Valdigne.
Valdigne è il cuore del Monte Bianco. Costituisce il tratto iniziale del solco centrale della Vallée, da Courmayeur a Pierre Taillée, attraversato dalla Dora Baltea. Il versante orografico sinistro, esposto a nord, è ammantato da stupendi boschi di conifere (in prevalenza larice e abete rosso e una colonia di abete bianco a Derby): è generalmente ombrato e, di conseguenza, il disgelo avviene a primavera inoltrata. Il versante destro, è soleggiato e caratterizzato da un’ampia fascia collinare a ridosso delle cime vere e proprie. Qui trovano terreno ideale i famosi vigneti di Morgex, i più alti d’Europa. La testata della valle (ovest) è dominata dalla catena del Monte Bianco (Colle del Gigante).
La Valdigne comprende tre valli famose più altre quasi sconosciute, ma comunque di grande suggestione paesaggistica.
Le più conosciute sono le valli Ferret e Veny, entrambe ai piedi del Monte Bianco e la Valle di La Thuile, che termina al valico del Piccolo San Bernardo.
Le altre valli più piccole sono il vallone di Youla, di Chavannes e del Breuil e la valle d'Orgère, inoltre la val Sapin, il vallone di Liconi e le combe di Chambave e di Planaval.
Il paesaggio della Valdigne è circondato da laghi tra cui il lago del Miage, di Combal, di Verney, di Pietra Rossa e di Liconi, da cascate e da boschi di conifere. Nella zona tra Morgex e La Salle, sono presenti anche dei vigneti.
Valdigne è meta di un turismo “stanziale” generalmente tranquillo e rispettoso che ogni anno ritorna in cerca di quiete e di riposo. Questa terra ricorda un poco il passato che traspare evidente nelle mulattiere perfettamente selciate, nei vecchi mulini abbandonati, nelle chiesette diroccate, testimonianze di un’epoca ormai tramontata in cui l’uomo e le sue costruzioni si inserivano armonicamente nell’ambiente, completandolo e non violentandolo. Solo in poche frazioni, come Ecours, resiste qualche anziano contadino, scultore, artista che ora, per diletto, continua a fare ciò che ha sempre fatto. Ultimi baluardi di una civiltà scomparsa.
La Valle deve oggi la sua notorietà allo sviluppo di due grandi centri di sport invernali, Courmayeur e La Thuile.Il centro più importante resta Courmaier con les ue strutture turistiche innovative.
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