|
Val di Non
La Valle di Non non è una valle: sembra un paradosso, ma non lo è se per valle alpina si pensa al classico territorio a forma concava con i due pendii contrapposti che si incontrano in basso, sulle rive di un corso d'acqua: la Valle di Non, nel Trentino occidentale, non è così, è l'eccezione.
L'Anaunia, questo il nome storico-letterario, è piena di luce, ondulata, rigogliosa, i suoi monti non la limitano, anzi la ampliano, il suo orizzonte è lontano.
Il torrente Noce, che percorre in direzione nord-sud la Valle di Non, divide quest'ultima in due sponde nettamente distinte.
La profonda incisione del corso d'acqua, la successiva creazione del bacino idroelettrico di Santa Giustina, unitamente alle profonde gole degli affluenti, hanno creato delle barriere morfologiche, suddividendo il grande catino anaune in una serie di zone ben identificabili. A questa suddivisione dettata da precisi riferimenti morfologici, ne corrisponde un'altra, più simbolica, ma che ben si riscontra nell'ambiente, nella cultura e, ultimamente, nell'attività economica e nel turismo con la conseguente formazione dei poli di riferimento.
Bassa Valle di Non, a sua volta divisa in sponda destra e sponda sinistra; Media Valle di Non; Predaia; Terza Sponda; Alta Valle di Non.
È una suddivisione non segnata da rigidi confini, ma da una tradizione tramandata nel tempo, e nella quale i vari aggregati si sono riconosciuti appartenenti ad una o ad un'altra superficie a seguito di precisi rapporti economici e sociali, di vie di comunicazione, e, non per ultimo, per l'aspetto ambientale.
Gruppi anche celebri come il Brenta o l'Ortles-Cevedale si alternano a quelli meno impegnativi dei monti Anauni, del Peller e del Roen, del Macaion, delle Maddalene e del monte Luco. Queste catene avvolgono il territorio e proteggono dalle fredde correnti di settentrione e assicurano il particolare clima dolce e asciutto di questa terra. La valle è ricca d'acqua: piacevoli laghetti alpini, il grande bacino artificiale di Santa Giustina, il fiume Noce che taglia un angusto canyon, ma soprattutto un'infinità di torrenti e ruscelli. Acque limpide, fresche e dissetanti, scorrono vivaci nelle profonde incisioni che caratterizzano la morfologia del paesaggio, in forte contrasto con l'armoniosa dolcezza dell'altopiano.
La natura dunque grande protagonista, curata e protetta dalla saggezza tipica di questa gente di montagna. E natura oggi vuol dire accoglienza, natura si traduce in proposta turistica. Qui dove lunga è la tradizione dell'ospitalità in un ambiente umano che ancora sa trasmettere amicizia e familiarità.
Una speciale attrazione della Valle di Non sono i canyon, scavati nel corso dei millenni dai corsi d'acqua che solcano la valle. Queste gole valgono senz'altro una visita perché, stretti fra le pareti di roccia e nascosti nel verde, vi si scoprono castelli, eremi e santuari, testimoni di un passato ricco di cultura.
Nella bassa valle, a ridosso della diga di S. Giustina, si distingue il profondo canyon scavato dal torrente Noce ai cui piedi sorge l'Eremo di S. Giustina, raggiungibile da Dermulo lungo il segnavia n. 529. Si tratta di una grande grotta naturale dove si riconoscono le tracce del romitaggio di S. Giustina, composto dalla cappella dedicata ai santi Giustina e Cipriano (XI - XII sec.), ormai ridotta in ruderi.
La Valle di Non è impreziosita da capolavori d'arte architettonica e figurativa. E' una terra ricca di cultura: dai primi insediamenti preistorici alle popolazioni Retiche, dalla "Tavola Clesiana" dell'Imperatore Claudio al Medioevo, dai ricordi dei Principi-Vescovi al Rinascimento.
L'incanto della storia vive nei borghi, nelle chiese e nei castelli ricchi di misteri: leggende si nascondo tra le mura delle torri medioevali, tra i saloni rinascimentali e le mistiche cappelle.
Famosi sono i castelli della Valle di Non: decaduti o ridotti a pittoresche rovine, oppure tramutati in musei artistici, conservano sempre un fascino che attrae il turista e connota la valle.
L'amore per la terra e per la tradizione propone ricette semplici e ricche di gusto, esaltate dai piccoli segreti nascosti nelle mani delle nonne e tramandate di madre in figlia.
La bellezza del paesaggio, animato dal suggestivo alternarsi di vaste praterie e boschi di conifere percorsi da numerose e comode passeggiate, hanno trasformato la zona in un'ampia stazione turistica.
Durante la stagione invernale l'altopiano offre uno ski-lift con due piste da discesa, arre attrezzate con anelli per lo sci da fondo e piste da pattinaggio.
|