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Cavalese
Cavalese, è il capoluogo della Valle. Adagiato sulla parte terminale del terrazzo fluvio-glaciale che caratterizza il cuore della Valle di Fiemme, ne rappresenta il centro storico e culturale. E' sede della Magnifica Comunità, del Comprensorio e degli Uffici Provinciali.
La storia di Cavalese risale ad epoche antichissime. Le prime tracce di passaggio dell'uomo sono attribuibili all'uomo mesolitico. Vi sono inoltre segni dell'età del ferro e del periodo tardo romano. I primi insediamenti abitativi si svilupparono lungo il rio Gambis, le cui piene furono la causa della distruzione di quello che, nel XII sec., aveva i nome di Cadrubio. Verso la metà del 1500 venne iniziata l'opera di contenimento del rio con solidi e pittoreschi argini. Lungo il rio sorsero così mulini, officine da fabbro e per la lavorazione del rame, tintorie, concerie e segherie. Governatori vescovili e famiglie borghesi trovarono dimora in Cavalese, contribuendo a rendere il paese centro economico e politico della Valle. Nel Settecento fu centro culturale di notevole interesse soprattutto per la presenza della scuola pittorica di Giuseppe Alberti (1640-1716) nella quale appresero l'arte, fra gli altri, Michelangelo e Francesco Unterberger, iniziatori della famiglia dei pittori cavalesani. L'evoluzione in senso moderno di Cavalese, che nel 1899 ebbe l'illuminazione elettrica, cominciò verso la metà del '800 a seguito della costruzione della nuova strada commerciale di Fiemme che attraversava il centro abitato sostituendo il vecchio tracciato medioevale che veniva dal dosso di S. Valerio. Una visita particolare merita l'artistico ed antico Palazzo Vescovile, sede della Magnifica Comunità Generale di Fiemme: il Palazzo, di origine Medioevale, fu fatto costruire dai Vescovi di Trento quale sede e residenza estiva dei loro vicari in Val di Fiemme. L'edificio è circondato da un muro merlato. Sulla facciata principale rimane testimonianza degli affreschi cinquecenteschi che inizialmente adornavano tutti i prospetti: rappresentano figure di donne e cavalieri, stemmi dei principi vescovi e figure allegoriche e mitologiche. All'interno del palazzo, a piano terra, le vecchie prigioni; al primo piano gli uffici della Comunità, un tempo appartamento del "Gastaldione" il capitano vescovile: qui si radunavano ogni anno i Regolani per "ballotar lo Scario". In cima il salone clesiano (da Bernardo Clesio, del quale si ritrovano rappresentati numerosi emblemi), all'interno del quale si trova la pietra dove sostavano gli imputati che comparivano davanti al giudice. Ai lati del salone vi sono le quattro sale della pinacoteca.
All'ospite estivo offre ricche possibilità di escursioni e passeggiate. Non mancano altre proposte sportive e di svago, oltre ad appuntamenti di carattere culturale e mondano.
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