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Acireale
Sorto su un territorio lavico, Acireale vanta una cospicua produzione di agrumi, cereali, frutta e ortaggi. Fiorente è l'allevamento di bovini e ovini i cui prodotti si possono gustare nell'annuale Fiera del Bestiame che si tiene nel mese di luglio. Tipico è l'artigianato locale di oggetti lavorati in ferro battuto e in pietra lavica. Notevoli sono pure i ricami fatti a mano.
Il nome Aci deriva dal greco Akus che significa penetrante e che si riferisce alla freddezza del fiume omonimo, successivamente ricoperto dalle colate di lava. Nel periodo romano la cittadina si chiamò Aquilia. Distrutta dal terremoto del 1169 fu ricostruita e prese il nome di Aquilia Nuova.
Nel 1326 a causa di un'incursione voluta dal re Roberto di Napoli e del funesto incendio che ne seguì gli abitanti si rifugiarono su una vicina altura e ivi fondarono l'attuale centro abitato. Nel 1642 esso fu battezzato dal sovrano Filippo IV "città regia" da cui derivò l'odierno nome di Acireale. Venne ancora distrutto dal terremoto del 1693 e poco dopo rifiorì e si ingrandì con la costruzione di numerosi monumenti e centri culturali.
Notevole interesse architettonico hanno il romanico-gotico Duomo del XIV secolo che conserva la cappella di S. Venera con una statua argentea della santa, la Basilica dei SS. Pietro e Paolo del 1600 e la Chiesa di S. Sebastiano del XVII secolo con una facciata tipica barocca.
Fra le strutture urbanistiche spiccano il Palazzo comunale del 1659 fornito di un ricco portale e il Palazzo Modò con splendide mensole figurate. Singolari sono pure le Terme di S. Venera, maestoso stabilimento termale del 1873 con facciata di stile neoclassico.
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