Lipoaspirazione più sicura e su misura da Salute e Beauty
Rimodellare i profili del corpo diventa sempre più facile e sicuro. Ma tra innovazione chirurgica e sicurezza, c’è un altro fattore che rende oggi la lipoaspirazione ancor più gradita: la personalizzazione della tecnica chirurgica. Per un rimodellamento più armonioso sotto tutti i profili.
di Pietro Ciccolini
Rotolini di grasso su addome, fianchi, cosce e glutei, che appesantiscono la silhouette deformandone l’armonia. Per assottigliare i profili del corpo la lipoaspirazione è la terapia più rapida e mirata: si interviene solo nei punti in cui è necessario, eliminando in pochi minuti le piccole e grandi dismorfie che ci complicano un po’ la vita, il girovita & dintorni.
Programmare il rimodellamento
E’ proprio il caso di ricorrere alla lipoaspirazione? Qual è la quantità massima di grasso che può essere aspirata? Non è che assieme al grasso perdo anche in elasticità? Sono molte le domande che balenano alla mente di chi pensa di ricorrere al rimodellamento chirurgico dei profili. Una seduta preliminare dal chirurgo può servire a conoscere tutto quello che c’è da sapere intorno a questo intervento, ma soprattutto a valutare le modalità chirurgiche più idonee allo specifico caso. “Prima di intervenire – spiega il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova - é necessario valutare il tipo e l’entità della dismorfia nonché lo stato della cute. Perché il raggiungimento dei nuovi volumi sia esteticamente apprezzabile, la pelle dovrà avere un adeguato grado di elasticità, in modo da potersi adattare al meglio ai nuovi volumi ottenuti con la lipoaspirazione.” Ma questa non é l’unica condizione. “Per un risultato ottimale - continua il dottor Pallaoro - é necessaria anche un’oculata manipolazione del grasso, sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista qualitativo.” Spesso trattare chirurgicamente solo l’adiposità localizzata non sortisce risultati estetici apprezzabili. Se, ad esempio, oltre al grasso in eccesso c’è la presenza di cellulite o di rilassamento muscolo-cutaneo, l’ideale sarebbe ricorrere ad una tecnica integrata come la Wet Lipo Lift (terapia clinico-chirurgica) od un lifting associato alla lipoaspirazione.
La lipoaspirazione
La tecnica di lipoaspirazione non ha bisogno di presentazioni. L’intervento, mirato all’eliminazione degli accumuli di grasso localizzato (i cosiddetti “cuscinetti”), si avvale di una sottile cannula che, collegata ad un aspiratore, “risucchia” il grasso in eccesso che appesantisce i profili. In questo modo si ottiene un apprezzabile rimodellamento della silhouette, restituendo alla stessa le giuste proporzioni. Il grasso indesiderato può essere rimosso senza limiti da qualsiasi parte del corpo: dal viso (guance, mandibola, mento) al torace, dalle braccia all’addome, dalle cosce ai glutei, senza tralasciare zone che ai più sembrerebbero impensabili come il pube (soprattutto nell’uomo, per metterne in risalto in membro “infagocitato” da un ventre adiposo) o la nuca. Nelle donne l’intervento di liposuzione più richiesto riguarda la zona trapezoidale compresa tra fianchi, addome, cosce e glutei.
Mini invasività assicurata
Le cannule utilizzate per il rimodellamento dei profili del corpo (diverse a seconda della zona che si deve trattare) hanno dimensioni ridotte al punto da poter essere inserite sottocute attraverso incisioni del diametro di pochi millimetri. Grazie all’evoluzione tecnologica propria di questi ultimi anni é possibile ottenere così un apprezzabile risultato estetico (inteso anche come non visibilità delle cicatrici) con la minima invasività. A concorrere ad una chirurgia più fluida ci sono alcune innovazioni, come il laser CO2 pulsato ed una speciale procedura anestesiologica (anestesia locale o peridurale, secondo l’estensione della zona, accompagnata da sedazione profonda). “Accorgimenti che, sommati uno all’altro – spiega il dottor Carlo Alberto Pallaoro - rendono possibile una sensibile riduzione dei tempi di guarigione ed un conseguente ritorno al sociale più celere e privo di rilevanti disagi.”
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