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Sagra delle Orecchiette Sannicandro di Bari
Annualmente nel mese di Agosto
Sannicandro di Bari può essere considerato il primo gradino della murgia barese.
Ha un'altitudine di metri 183 sul livello del mare e dista 12 Km. dal capoluogo barese a cui è ben collegato grazie ad una linea di autobus che ad intervalli di mezz'ora percorre la strada statale 271 Bari - Matera.
L'intera estensione del territorio misura circa 18.900 aratri, misura agraria aragonese, ancora in uso, equivalente a circa 1/3 di ettaro.
I reperti ceramici, recuperati nelle tombe a sarcofago monolitico (pile), con corredi funerari del V e del VI secolo a.C., ne attestano l' origine peuceta. In quel tempo la città aveva nome "Mezardon": terra fertile per la coltivazione prevalentemente dell'olivo.
Il simbolo della città è infatti l' olivo che con i suoi tronchi tortuosi e aggrovigliati, testimonia la fatica, la sofferenza e la capacità di sopravvivere alle avversità pur restandone segnati. E' quindi radicata la tradizione della produzione di olio di oliva, punto di forza dell'economia locale.
Il territorio comunale è caratterizzato dalla presenza di grotte nella contrada omonima, formatesi in seguito allo scorrimento sotterraneo di acque che, sciogliendo il calcare, hanno prodotto queste cavità carsiche.
Resta un borgo contadino di stile urbanistico tipicamente giolittiano, con circa nove mila abitanti.
Tra le manifestazioni tipiche del comune si ricorda la Sagra delle Orecchiette, con le cime di rape, tipico piatto della tradizione popolare.
La preparazione delle orecchiette richiede molta esperienza.
Per la pasta mescolare insieme la farina bianca e la farina di semola con l'acqua, così come si lavora la pasta all'uovo, fino ad ottenere un impasto compatto ed omogeneo.
Dividerlo a pezzetti formando con il palmo della mano dei cilindretti di 2 cm di diametro.
Tagliare, quindi, in tanti dischetti di pasta che si strisciano con la punta rotonda del coltello sulla spianatoia infarinata e si rovesciano poi col dito pollice, ottenendo dei dischetti concavi, detti "orecchiette".
Farle essiccare sulla spianatoia.
Pulire, lavare e lessare al dente le cime di rape in abbondante acqua salata.
Scaldare l'olio in un capace tegame, unire l'aglio, il peperoncino e l'acciuga a pezzetti, lasciare che si disfino, aggiungere le cime di rapa e fare insaporire.
Nel frattempo far cuocere al dente nella stessa acqua di cottura delle cime di rape, le orecchiette; appena cotte scolarle e metterle nel tegame con le cime di rape, mescolando per un minuto.
Servire ben caldi cospargendo l'insieme col peperoncino grattugiato.
Durante la manifestazione, nel mese di agosto, vengono allestiti diversi stands gastronomici, presso i quali tutti i partecipanti posso degustare le diverse specialità; il tutto accompagnato dall' ottimo olio e vino di produzione locale.
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