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Sagra dell' Uva e delle Frittelle Adelfia (Bari)
6 - 7 Ottobre
La cittadina di Adelfia, prima che così fosse nominata (regio decreto del 29 settembre 1927) raggruppava i due comuni di Canneto e Montrone.
Canneto ha un’origine antichissima come dimostrano i numerosi reperti archeologici affiorati nel circondario. Secondo la ricostruzione degli storici fu frazione e necropoli della vicina Celiae, la cui posizione geografica era sulla direttrice che dall'Adriatico portava allo Ionio.
La nascita del borgo risale invece al secolo XI, e precisamente durante gli anni in cui i Normanni guidati da Roberto il Guiscardo furono occupati nell’assedio di Bari (1067-1071). L’attuale territorio di Canneto, per le possibilità mimetiche offerte da estesi filari di canne (di qui il toponimo Cannitum), sarebbe stato scelto dai comandanti normanni come luogo idoneo per l’accampamento e l’occultamento delle loro truppe.
Dei vari feudatari che si susseguirono negli anni si conservano ancora oggi gli stemmi collocati sull'arco dell'orologio, sulla torre normanna, sulla facciata dei palazzo marchesale anteriormente e posteriormente, sulla facciata della cappella di S.Maria della Stella, nella parte interna della cappella e infine sul Casino di don Cataldo sulla via per Bitritto.
Montrone fu abitata già nell'epoca preromana e fu terra di passaggio per gli invasori : Goti, Greci, Longobardi, Franchi, Saraceni e Normanni.
La nascita "ufficiale" di Montrone risalirebbe, secondo la tradizione, al 982, quando un commerciante greco di nome Roni Sansech si sarebbe fermato in questa zona che ben si prestava con i suoi pascoli al commercio di ovini e bovini.
Il villaggio sorto su un'altura prese dal Roni il nome di Monteroni. Il primo documento storico, tuttavia, in cui si menziona Canneto e Montrone, risulta la bolla del papa Alessandro Ill del 1172 in cui sono indicati i paesi soggetti all'autorità dell'arcivescovo di Bari. Nel 1799 i due comuni sostennero, in termini logistici, le truppe rivoluzionarie, anche se la popolazione fu in ogni caso ostile ai francesi e sostanzialmente fedele alla dinastia borbonica.
L'uva Regina è il prodotto principe dell' agricoltura adelfiese, simbolo di bontà, prosperità ed operosità.
La "Mennavacch" (così viene chiamata in dialetto adelfiese l' uva regina) è conosciuta ed apprezzata in Italia ed all'estero per la sua particolare dolcezza e il suo caratteristico colore giallo-oro che la rendono unica nel panorama delle uve da tavola.
Ancora oggi la coltivazione dell' uva Regina ad Adelfia (con il sistema di coltura "a tendone") avviene con la stessa cura e dedizione di un tempo, in felice connubio con le tecniche più progredite.
La Pro Loco di Adelfia per i due giorni di Sagra organizza stand con esposizione e degustazione dell'uva Regina e delle uve nere denominate "Palieri" e "Cardinale".
Non solo uva per i due giorni di festa, ma anche vino, mozzarelle, dolcetti tipici e tanti altri prodotti della tradizione locale.
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