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Barletta
Il profilo geografico Barletta si affaccia sulla costa adriatica, dove il litorale roccioso si addolcisce nelle sabbie dell'Ofanto.
Il fiume segna il confine fra la provincia di Bari e quella di Foggia ed ha sempre avuto un'influenza determinante sull'attività agricola della zona.
In conseguenza a testimonianze storiche come la "Tabula peutingeriana" si tende a far risalire l’origine della città all’età romana, a dispetto del fatto che il rinvenimento di tombe àpule dei secoli III e II a.C., rende l’origine della città a date ancora più vetuste. Comunque si tende a far risalire alla seconda metà del IV sec. a.C., secondo la tradizione intorno al 336. Barletta può essere considerata una delle città più storiche sia della Puglia che dell’intero territorio nazionale. Lo sviluppo della popolazione cittadina si deve soprattutto alla distruzione di cittadine vicine:Canne e Siponto. Attorno al 1000 Barletta rappresenta un importante sito costiero anche perchè poco distante dalla foce dell'Ofanto. La cessazione del pericolo arabo e la ripresa dei commerci via mare, dei pellegrinaggi e delle crociate in Terrasanta fa di Barletta un importante centro di commercio marittimo. I suoi commerci, prevalentemente legati all'Oriente, si intensificarono durante il regno angioino nei secc. XIV e XV, in cui la flotta commerciale barlettana sotto arrivò ad essere la più importante del Regno. Nel 1228 Federico II le conferì ampi privilegi e indisse nel giorno di Pasqua il parlamento dei Baroni, eleggendo il figlio Arrigo erede del trono imperiale. Il 4 del 1294 luglio Carlo d'Angiò univa al territorio di Barletta quello di Canne. Nelle vicinanze della costa Federico II di Svevia realizzò l’imponente Castello, frutto di una torre edificata dai Normanni intorno al 1050, destinato a diventare, durante il XV secolo, una dei più importanti luoghi fortificati d'Italia. Sotto Carlo II d'Angiò la città si ampliò nelle mura, nei palazzi e nel castello, divenendo anche sede della Zecca, mentre nel 1459 Ferdinando I d'Aragona si fece incoronare in città nella Cattedrale di S. Maria Maggiore. Il 13 febbraio del 1503 coincide con un importante data della storia della città: La Disfida di Barletta: Tale episodio, riportato nel 1833 dal celebre romanzo di Massimo D’Azeglio, racconta la battaglia fra 13 cavalieri francesi e 13 italiani. Proprio a Barletta ebbe luogo il diverbio tra questi due schieramenti all’interno di una locanda, “Casa di Veleno”, che portò a fissare le norme per l'incontro, combattutosi e vinto dai cavalieri italiani in un campo tra Corato e Ruvo di Puglia. Il valore che rende importante il ricordo di questo evento, attraverso l’opera del D’Azeglio, è quello dell’amor patrio risorgimentale della lealtà, e generosità dei cavalieri italiani, guidati da Ettore Fieramosca, contro la boria e arroganza dei francesi, guidati da Guy de La Motte. Quello della disfida è il primo episodio della lunga guerra che per quasi trent'anni insanguinerà i campi di battaglia barlettani. Il periodo che va dal 1528 fino alla fine del 1600 vede un continuo declino dovuto a saccheggi e soprattutto al malgoverno spagnolo. Più tardi Barletta dovette forzatamente fare esperienza con vari drammi: nel 1656 la peste, negli anni 1689, 1731, 1743 i terremoti. Tragedie dalle quali però, durante l'800, Barletta riuscì a rialzare la testa soprattutto grazie all’elevata tenacia dei suoi abitanti. Anche il Sec. XVIII coincide con un periodo di ricrescita specialmente durante i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat. Nel secondo dopoguerra la città riacquistò il suo più alto splendore, in primo luogo a livello industriale ed agricolo. Attualmente Barletta si offre in tutto il suo fascino ai visitatori. Barletta è il luogo della famosa Disfida e proprio per questo sono presenti antichi luoghi come l’antica locanda “Casa di Veleno”, oggi denominata appunto “Cantina della Sfida”. La città è circondata, in ogni angolo, da musei, mostre, monumenti, palazzi e chiese antiche, un arte ed una cultura che non aspetta altro che essere conosciute. Oggi Barletta è una città moderna e operosa, pienamente industriale, non solo per la Cementeria, ma per tutto un comparto come quello calzaturiero, tessile e della maglieria che produce ed esporta scarpe e maglie in tutto il mondo. Barletta vede affermarsi in questi anni anche altri settori. Quello turistico e culturale in primo luogo: la creazione del Parco letterario “Massimo D’Azeglio”, la fruibilità dello splendido Castello Svevo, il Museo-Pinacoteca, la collezione del barlettano Giuseppe De Nittis, i luoghi della Disfida e la rievocazione della battaglia richiamano in città turisti da ogni dove. Turisti che trovano nelle riviere di Ponente e di Levante mare e spiagge pulite e spaziose, potendo poi godere del patrimonio storico e culturale, dove campeggia da Cattedrale di S. Maria Maggiore, nata romanica e segnata in seguito dal gotico e dal rinascimento. E poi i Palazzi: quello dei Marra, per esempio, e poi Palazzo Bonelli, dichiarato monumento nazionale. Con tanta storia illustre alle spalle, un sogno nel cassetto: diventare la sesta provincia della Regione Puglia, ma chissà, se il tempo e gli anni a venire, sapranno esaudirlo.
Palazzo Leone
L'edificio prende il nome da una delle numerose famiglie che lo hanno posseduto. Benché la sua fondazione risalga al 1418, ha sicuramente conosciuto diversi rifacimenti e ricostruzioni, delle quali una attestata tra il 1536 e il 1562.
La facciata, infatti, ha sapore neo cinquecentesco.
Di grande interesse il movimentato cortile interno, con la presenza di archi e logge, e il vano scala a "catino", sormontato da una cupola in vetro.
La soluzione architettonica della scala circolare elicoidale tipicamente tardo ottocentesca rimane un esempio isolato.
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