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Valle Pesio
Questa Valle non conobbe insediamenti stabili fino al XII sec., periodo in cui i Signori di Morozzo affidarono a Ulderico, priore dei Certosini, alcuni loro possedimenti in valle con il preciso scopo di edificare un chiostro e una chiesa.
Da qui in avanti la storia della valle si legò a filo doppio a quella della Certosa (i frati gestirono infatti oculatamente i boschi) che, nel corso dei secoli, crebbe trasformandosi in un sontuoso edificio. Raggiunto il massimo splendore nel XVIII sec., la Certosa conobbe decenni bui fino a che, nel 1934, divenne proprietà dei Missionari della Consolata che ancora oggi la gestiscono conservandone le pregevoli opere pittoriche e architettoniche.
IL PARCO
La sua area si estende nel cuore delle Alpi Liguri e ha nel gruppo del Marguareis l’elemento morfologico più spettacolare. La singolarità delle montagne è dovuta alla loro struttura calcarea che ha favorito la formazione di grandi conche carsiche, di grotte (più di 600) e strapiombanti pareti del tutto simili a quelle celeberrime.
Il parco ha un’alta superficie boscata ma eccezionale è la presenza dell’abete bianco , dovuta alla storica opera dei Certosini. Rispettando il più completo silenzio è possibile incontrare camosci , caprioli o veder volteggiare l’aquila . In particolare vanno segnalato luoghi particolarmente importanti dal punto di vista naturalistico e culturale:
Gole dell’alta valle Tanaro: nelle rocce calcaree che formano il massiccio del Marguareis gli affluenti del Tanaro hanno scavato profondi solchi che hanno via via assunto l’aspetto di veri e propri orridi, Di questi va ricordata la Gola della Chiusetta
Pis del Pesio: è una cavità, raggiungibile da Pian delle Gorre con un sentiero segnato da cui fuoriesce acqua come da una gigantesca fontana creando una cascata di 30 metri.
Cascate del Salto: poco sopra Pian delle Gorre, nel Vallone del Salto, il torrente impetuoso che scende dal Vallone del Marguareis è costretto da una serie di verticali ripiani rocciosi ad effettuare diversi salti, alcuni dei quali molto alti. Arrivare sotto le cascate allo scioglimento delle nevi vuol dire vedere un incredibile spettacolo di forza e armonia della natura.
Nelle montagne del Marguareis sono diffusi i gias, ricoveri pastorali che devono il nome al latino “iacere”, giacere, con chiaro riferimento alla loro fondamentale funzione di riposo. Molti sono ancora oggi utilizzati in estate per condurre il bestiame al pascolo alle alte quote.
Conca delle Carsene: sotto il Monte delle Carsene si apre questa conca carsica, la più importante del parco, che ha pochi eguali in Italia. Qui sono visibili doline, inghiottitoi e cavità di cui ben 400 con sviluppo superiore ai 10 metri e una decina profonde oltre 200 metri. Da ricordare l’Abisso Cappa, che scende nelle viscere della terra per ben 706 metri, e l’Abisso Scarasson, in cui la neve rimane perenne e per questo può essere considerato un vero ghiacciaio fossile.
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