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Novara
Una città a dimensione d'uomo,
dove le tradizioni e la storia si incontrano in un centro storico
che assomiglia a un salotto ottocentesco, dominato dalla cupola
svettante di San Gaudenzio, capolavoro di Alessandro Antonelli.
Una città stretta tra una striscia di terra e riso tra il Sesia ed il Ticino. Laggiù, in un riverbero di sole che d'estate sembra fare rumore tanto è intenso in una dimensione che in autunno ed in inverno si carica di suggestioni, si stende la pianura, chiazzata dalle macchie chiare delle risaie e dalle antiche cascine, incorniciate dai pioppeti che ondeggiano alla brezza del mattino. Alle spalle, il primo incurvarsi delle colline del vino e dei castelli, e più su ancora il silenzio dolente del lago d'Orta e i riflessi luminosi del lago Maggiore. L'orizzonte è chiuso dalle alpi con i ghiacciai perenni del Monte Rosa.
Novara presenta, nell'insieme, una gradevole armonia di colori e di stili. L'elemento verticale che si scaglia nel cielo, quello che colpisce il visitatore e che è diventato il simbolo della città, è l'arditissima Cupola che sovrasta la cinquecentesca Basilica di San Gaudenzio.
La notevole costruzione, che raggiunge i 121 metri di altezza, fu edificata nella seconda metà dell'Ottocento su progetto di Alessandro Antonelli da Ghemme, l'architetto che disegnò, in seguito, anche la Mole di Torino. Altro insigne monumento novarese è il Duomo, pure dell'Antonelli, che si presenta in grandiosa veste neoclassica: da rilevare, tra le particolarità, l'ampiezza della porta centrale che, con i suoi 10.10 metri di larghezza e 5 di altezza è una delle maggiori riscontrabili nelle chiese europee. Di prestigio notevole, altresì, il campanile romanico, l'affrescata cappella di San Siro ed una serie di arazzi fiamminghi.
Sul lato del quadriportico del Duomo è inglobato il Battistero, risalente nella struttura di base all'epoca paleo-cristiana, ma notevolmente rimaneggiato nel Medioevo. L'interno conserva una vasca di epoca romana e pregevoli affreschi, nel tamburo, con storie dell'Apocalisse di ignoto autore del XII secolo. Di notevole suggestione la visione d'assieme della Canonica di Santa Maria, complesso le cui origini sono collocabili attorno al IX secolo, ampliato e ristrutturato nel XII e, in seguito, nel XV secolo. Qui sono sistemati reperti di origine romana e paleocristiana: monumenti funerari, epigrafi e sculture, nonché fusti di colonna e capitelli del V secolo a.C.
Tra le molte chiese: la Basilica di San Gaudenzio, costruita dal Tibaldi (1577) con opere pittoresche del '500 e del '600 di grande pregio e con lo scurolo del santo patrono di Novara. Da notare l'ingresso, di monumentali proporzioni, e la porta di noce lavorato, con rosoni e teste in ferro fuso, opera di Alessandro Antonelli. Da menzionare la chiesa di Ognissanti, esistente già nel 1024 e più volte restaurata nel corso dei secoli; la chiesa rinascimentale di San Martino, l'Abbazia di San Nazzaro alla Costa, del XV secolo e , ancora, le chiese barocche di San Marco e di San Pietro al Rosario. Anche nell'architettura civile la città vanta monumenti insigni: dal Broletto, vasto complesso di edifici risalenti ad epoche diverse (qui sorge il fabbricato dell'Arengo, detto anche Palazzo del Comune, del quale si parla per la prima volta nel 1208) ai numerosi altri palazzi: Casa Bertelli, Casa Bossi, Palazzi Tornielli, Faraggiana, Bellini, Orelli, Natta, Medici, Rossini, Fossati, ed altri ancora.
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