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Acquese
Circondato da una corona di colline che si adagiano sulle valli dell’Erro e del Bormida, l’Acquese si presenta come un territorio paesaggisticamente vario con boschi, ordinati vigneti, calanchi, fiumi e torrenti. Punta estrema a meridione della provincia di Alessandria, dai rilievi appenninici giunge fin quasi alle porte di Alessandria e ha il suo fulcro nonché l’origine del toponimo in Acqui Terme. Fondata dai Romani sui resti di una piccola polis greca, prediletta dai soldati romani per le cure delle ferite di guerra affidate alle acque salso-bromo-iodiche sgorganti dal sottosuolo acquisì nel corso dei secoli sempre maggiori importanza per le qualità delle sue sorgenti termali e per le capacità terapeutiche dei fanghi. Numerosi sono i resti, anche recentemente riportati alla luce, che testimoniano l’origine romana della città e le successive epoche che la città ha sempre vissuto in splendore grazie alla Bollente, l’acqua che sgorga a 75 gradi e alla quale, nel centro storico, nel 1879 venne eretta la storica edicola, simbolo della città.
Terme ma non solo, nella storia socioeconomica di questo territorio che oltre ad accrescere anno dopo anno l’offerta turistica, da sempre ha avuto punte di eccellenza nell’industria elettromeccanica ad alta tecnologia, nell’artigianato e nella produzione alimentare di prodotti tipici, per non dire degli ottimi vini (Brachetto e Moscato, innanzitutto) noti in tutto il mondo. La zona dell’Acquese, collegata da importanti vie di comunicazioni con la Liguria e la Lombardia custodisce numerosi tesori artistici: dal trittico di Bartolome Bermejo nel Duomo di Acqui intitolato a San Guido, al suggestivo borgo medioevale di Cassine verso la piana di Alessandria, preceduto dalla capitale del Moscato, Strevi. Lungo la strada della val Bormida, verso Savona, svetta la torre medioevale di Terzo e s’affaccia Bistagno con il suo castello del XIII secolo. Salendo ancora, al limitare delle Langhe, Ponti, patria dei marchesi del Carretto e nota per l’annuale sagra del Polentone, Denice e Montechiaro fino a raggiungere Spigno e Pareto, paesi che ancora conservano intatte caratteristiche dei secoli passati e offrono paesaggi unici.
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