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Novelese
Novi Ligure deve il suo nome in parte alla leggenda dei nove castelli che sarebbero sorti tra la valle dello Scrivia e quella del Lemme e, in parte al ricordo del lungo dominio dei genovesi che si protrasse dal 1447 al 1815.
Cerniera tra il Piemonte e la Liguria, il Novese è un territorio che dalle estreme propaggini dell’Appennino ligure giunge verso la pianura padana variando notevolmente il paesaggio: dal verde delle colline boschive al giallo delle estensioni pianeggianti coltivate a cereali, passando per le geometrie dei vigneti.
Terra di antiche tradizioni liguri-piemontesi e attenta custode di un’economia dalle molteplici sfaccettature: dalle produzioni dolciarie che hanno portato il nome di Novi in tutto il mondo a quelle siderurgiche legate a grandi insediamenti industriali e, non da ultimo, il settore vinicolo fiorente nella zona di Gavi grazie all’omonimo vino bianco, da tempo sulle tavole di tutto il mondo e preferito nei convivi dei potenti del pianeta.
Il Novese ha unito la sua immagine, più che mai, alle gesta epiche a mitici campioni del ciclismo. Non a caso, in onore di Costante Girardengo e Fausto Coppi, Novi ha meritato il titolo di “Città dei Campionissimi” e onora la loro memoria con manifestazioni sportive e iniziative storico-culturali.
Notevoli sono le tracce del passato di città sede di traffici e commerci anche nell’arte: Novi, sede dal 1626 della Fiera del Cambio dove arrivavano mercanti da ogni parte d’Europa, conserva pregevoli affreschi e facciate di edifici storici dipinte, a volte con suggestivi trompe l’oeil, com’è possibile ammirare nelle centrali via Gramsci, via Roma e in piazza Dellepiane. A questi tesori Novi ha dedicato un percorso, descritto in una pregevole pubblicazione, chiamato “I palazzi dipinti”.
Lasciando Novi e salendo verso Gavi già si scorge l’imponente geometria del Forte con i suoi bastioni, fatto erigere dai genovesi tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600. Ultimo baluardo della resistenza francese dopo la caduta di Napoleone, dal 1945 è monumento nazionale ed è visitabile.
Importante sito archeologico, a pochi chilometri da Novi, è Libarna: citata nella Naturalis Histori di Pilinio il Vecchio, venne fondata lungo la via Postumia che univa genova ad Aquileia e poi distrutta dai barbari tra il V e il VII secolo d.C. E’ possibile visitare il sito e ammirare i resti dell’anfiteatro, delle Terme e del Foro, oltre a tombe e abitazioni.
Paesaggi dal verde intenso e valli scavate da impetuosi torrenti si possono ammirare salendo lungo le valli del torrente Borbera, così come in quelle Grondona e Spinti. Ottimi i collegamenti stradali e autostradali che uniscono Novi e il Novese ai maggiori centri del Nord Italia e fanno di questa zona una porta sempre più aperta verso l’Europa.
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