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Alessandrino
Bagnato da Tanaro, Bormida e Orba, il territorio alessandrino è connotato da pianura e assai morbidi rilievi che compongono uno scenario macchiato dalle tinte degli alberi che si ergono sulle sponde dei fiumi e dalle geometrie delle estensioni coltivate. Vestigia di borghi e fortificazioni rimandano all’epoca antecedente la nascita della città, oggi capoluogo incuneata tra Liguria Lombardia ed Emilia, e situata al centro del triangolo industriale che ha ai suoi vertici Genova, Milano e Torino.
Nei secoli ai castelli, negli attuali dintorni del capoluogo, sono andate unendosi numerose ville e dimore di campagna immerse in un paesaggio che alterna campi a vigneti. Tra i più noti, ma anche più vicini alla città, borghi ricchi di storia è Marengo. Qui Napoleone, allora Primo Console, vinse con un’epica battaglia sugli austriaci.
Era il 14 giugno del 1800, una data che da alcuni anni viene ricordata la seconda domenica di giugno con una rievocazione internazionale in costume proprio a Marengo dove è stato eretto un museo napoleonico e ancora sorge il platano sotto il quale si sarebbe riposato il futuro imperatore. E sempre qui, nella cascina Pederbona venne scoperto nel 1928 il cosiddetto tesoro argenteo di Marengo: oggetti in lamina sbalzata dedicati all’imperatore Lucio Verio (161-169 d.C.) custoditi al Museo di Antichità di Torino. Terra di castelli, l’Alessandrino, ha in Piovera uno degli esempi più belli: il maniero a pianta quadrata con torri cilindriche agli angoli, inespugnabile fortificazione dei Visconti, divenne poi dimora nobiliare. Un altro castello, quello dei Ghilini, conferma le antiche origini del paese di Castelceriolo. Storia e leggenda s’intrecciano nei boschi della Fraschetta, a Spinetta Marengo, dove si vuole trovasse nascondiglio il bandito Majno, autore di una rapina al treno sul quale Pio VII si stava recando a Parigi per l’incoronazione di Napoleone.
Pregevoli affreschi raffiguranti le gesta di Lancillotto sono venuti alla luce dal restauro dell’antica torre della tenuta Pio V di Frugarolo, paese che ha un altro tesoro artistico nella chiesa di San Felice si stile romanico con influssi gotici. Nella pianura che si estende verso Novi Ligure, alternata da campi e insediamenti industriali, si trova Bosco Marengo. Paese antichissimo e d’origine di papa Pio V, Bosco Marengo del pontefice conserva ancora la casa natale. E fu proprio Pio V a volere la costruzione del grande complesso domenicano di Santa Croce dove si trovano pregevoli dipinti di Giorgio Vasari e il mausoleo, mai usato, per le spoglie del pontefice che rimasero invece a Roma.
Dalla storia si torna ad immergersi al paesaggio entrando nella riserva naturale del torrente Orba, eredità di quella selva dell’Orba che attorno a Bosco Marengo si estendeva per chilometri con boschi di querce, pini, olmi e pioppi. Qui è possibile scorgere una varietà notevole di fauna, dai picchi alle ghiandaie, dalla volpe alla donnola. Ricca di fascino è la zona chiesa romanica di Castellazzo Bormida, antico borgo fortificato delle cui origini rimane soltanto più una torre delle dodici originarie.
Storia ancora più antica per Villa del Foro, borgo sulla via Fulvia, abitato prima che dai romani, dai liguri statielli e dai galli. Divenne municipio tra il 125 e il 123 a.C. per volere del console Fulvio Flacco. Oggi ospita un parco archeologico ed è sede di un’annuale ricostruzione storica di un villaggio romano nella Gallia Cisalpina. Terra di storia, area dal paesaggio morbido, ma anche custode di una cucina assai apprezzata, l’Alessandrino ha in piatti quali gli agnolotti, i rabaton fatti di ricotta uova, erbe selvatiche, formaggio e pane raffermo impastati e fatti rotolare (rabaté) quindi bolliti, e poi i salamini i piatti tradizionalmente più prelibati.
Ma anche in cucina non poteva mancare un omaggio alla storia napoleonica, ecco quindi il pollo alla Marengo condito con una salsa di gamberi di fiume e funghi, il piatto che Napoleone avrebbe mangiato il giorno la vittoriosa battaglia.
Forte dei collegamenti stradali e del nodo ferroviario tra i più importanti d’Italia per il traffico merci, l’Alessandrino ha visto svilupparsi negli anni insediamenti industriali e il trasferimento di antiche fabbriche dal capoluogo ai sobborgi. E’ il caso del cappellificio Borsalino attorno al quale il capoluogo, ma anche l’intero circondario ha fondato la sua crescita dall’Ottocento in poi. E che ancora oggi porta nel mondo l’immagine di questo territorio.
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