Superficie: 33.430 ettari
Collegamenti
Parco Naturale Gruppo di Tessa, con i suoi 33.430 ettari di superficie, è il più grande dei Parchi Naturali dell’Alto Adige. Rientrano nel territorio del Parco Naturale parte dei comuni di Senales, Naturno e Parcines, Lagundo, Tirolo, Rifiano, San Martino e Moso in Val Passiria. Il Parco Naturale Gruppo di Tessa, approvato in data 15 marzo 1976, con il decreto n. 15. del Presidente della Giunta Provinciale, comprende l’intero Gruppo di Tessa, esteso territorio di alta montagna tra la Val Senales (ad ovest), la Val Passiria (ad est) e parti delle Alpi dell’Ötztal e Stubai con le creste di Senales e di Gurgler. Il Parco è delimitato a sud dalla Valle dell’Adige, nel tratto da Naturno a Merano, ad est dalla Val Passiria, da Merano fino al Passo del Rombo, a nord dal confine di Stato, dal Monte Rombo fino alla Punta di Finale e ad ovest dalla Val Senales.
Cenni geografici
La geologia del Parco rivela una completa appartenenza alle Alpi Centrali e si può suddividere in tre diverse grandi unità: il Cristallino dello Stubai e dell’Ötztal, rispettivamente a Nord (passo del Rombo) e ad Ovest (crinale di Senales), gli Gneis antichi a Sud ed infine i Micascisti del crinale di Gurgl, ivi compresa l’Altissima. Per il particolare interesse geologico meritano inoltre di essere ricordati lo Gneis granitico (Ortogneis) del Monte Cigot (m 3000), a Sud-Ovest dei laghi di Sopranes e le fasce mamoree del versante orografico sinistro della Valle di Plan e del gruppo della Cima Fiammante (3219).
Il fenomeno che maggiormente ha formato l´ attuale paesaggio del Parco Naturale Gruppo di Tessa è sicuramente stata la continua azione dei ghiacciai e delle acque. Con il passare dei secoli, attraverso processi di erosione e sedimentazione, alcune conche sorgive sono state trasformate in circhi, é stato arrotondato il profilo delle valli, sono state scavate profonde striature nelle rocce (rocce montonate) e si sono formate tipiche strutture glaciali come le valli pensili. La più rinomata attrazione del Burgraviato è la cascata di Parcines, che all’epoca del disgelo è una delle più suggestive dell’arco alpino. È lo stesso Rio Ziel a darle vita gettandosi a picco da una parete di roccia in un salto di 97 metri.
I numerosi laghi del parco naturale sono di sicura origine glaciale. Essi si sono formati in depressioni scavate dai ghiacciai o spesso in seguito allo sbarramento di antichi circhi glaciali da parte di depositi morenici. Il gruppo di laghi piú famoso é quello di Sopranes, dove ogni lago ha una propria forma e un proprio colore. I laghi di Sopranes sono inoltre il più esteso gruppo lacustre d’alta quota dell’Alto Adige.
Descrizione
Con un dislivello altimetrico di quasi 3.000 m il Parco Naturale comprende quasi tutte le diverse biocenesi dell’Alto Adige - dal limite superiore della fascia di vegetazione submeditteranea fino al limite delle nevi perenni.
Lungo le pendici meridionali del Monte Sole (Sonnenberg) della Val Venosta si è sviluppata, grazie al clima marcatamente asciutto (550 mm di precipitazioni annue), alla forte insolazione, ai disboscamenti effettuati nei secoli passati e allo sfruttamento estensivo a pascolo, una vegetazione steppica di tipo secondario. Qui troviamo una fauna e una flora ricche di specie termofile, originarie delle steppe est-europee o dell´area meditterranea, che hanno trovato in questa zona condizioni ideali per il loro insediamento. In quest´area alcuni rettili, come l´aspide e il ramarro o insetti come la mantide religiosa, si rinvengono fino a quote insolitamente elevate. Questa é inoltre l´unica zona dell´Alto Adige in cui sono presenti, anche se in basse densitá, la tottavilla, la bigia padovana e il calandro. Altre specie che prediligono ambienti rocciosi semisteppici come lo zigolo muciatto, l’ortolano, la rondine montana, la coturnice, il codirossone, la bigia grossa e lo zigolo nero raggiungono qui densità elevate, oppure uno dei limiti più settentrionali del loro areale distributivo.
Fino ad altitudini di circa 1.000 metri i pendii meridionali del Gruppo di Tessa sono ricoperti da boschi misti di latifoglie o da foreste di pino silvestre. Nelle zone più umide troviamo faggi frammisti ad abeti bianchi, mentre nei terreni più asciutti si trovano castagni, querce, ornielli, betulle, ontani bianchi, carpini, aceri campestri e montani. I boschi misti di latifoglie garantiscono le ottimali condizioni di vita a svariate specie di uccelli e di piccoli mammiferi. Anche i caprioli sono qui presenti in buon numero.
Sui pendii scoscesi, assolati e in gran parte rocciosi della Val Senales si rinvengono estesi boschi di larice, in cui crescono anche il ginepro e il crespino. La Val Senales può essere definita anche „la valle dei larici dell’Alto Adige". Il larice é una conifera decidua in grado di insediarsi anche su pendii molto ripidi, con un suolo ancora poco sviluppato ed é apprezzato quindi, oltreché per il suo legname, per l´azione di consolidamento dei versanti con riduzione di frane e fenomeni erosivi che viene ad esercitare.
A differenza dei pendii esposti a sud della Val Venosta, le valli di Plan e Passiria presentano dei fianchi montuosi meno scoscesi, registrano maggiori precipitazioni e temperature più basse. Estesi boschi di abete rosso frammisto a singoli larici ricoprono i pendii ad altitudini comprese tra gli 800 ed i 1.900 m. I boschi di conifere sono molto meno ricchi di specie animali dei boschi di latifoglie e dei boschi misti. Qui vivono scoiattoli, caprioli, picchi neri e crocieri, regoli e cince more.
Tra il limite del bosco (1.900 m) e gli erbosi pascoli alpini si estende solitamente una fascia di arbusti nani. Vicino ai cembri imponenti ed erosi dalle intemperie, vicino ad alcuni larici curvi crescono i rododendri, che con i loro fiori di un rosso vivo conferiscono una particolare impronta al paesaggio. L’erica, l’uva orsina e l’azalea nana, l’empetro e il mirtillo rosso formano spesso fitti ed estesi tappeti inframmezzati da massi rocciosi. Nella zona del limite superiore del bosco (in foreste rade, ma con ricco sottobosco di arbusti nani) trovano il loro habitat ideale il gallo cedrone e il fagiano di monte. Specie animali ad attività notturna o crepuscolare come la martora, il tasso o la volpe si fanno osservare solo raramente.
Al di sopra del limite della vegetazione arboreo-arbustiva i pendii sono ricoperti da estese praterie alpine in parte utilizzate e quindi modificate dall’uomo nel corso dei secoli. La marmotta è di casa sui prati di montagna e sugli alpeggi; soprattutto nel tratto che va da Casera di Fuori al Maso Gelato dove si può spesso sentire il suo fischio d’allarme. Con un po’ di fortuna può essere possibile osservare in queste zone l’ermellino e la lepre variabile.
Sulla nuda roccia crescono piante pulvinate e a rosetta che sopportano condizioni di estrema aridità ed insolazione che con le loro lunghe radici penetrano nelle crepe e nelle fessure rocciose. Alcuni animali si sono adattati magnificamente nel loro modus vivendi alle estreme condizioni dei terreni rocciosi. Camosci e stambecchi si muovono agilmente su terreni ripidi e impervi. Lo stambecco che anticamente era diffuso sulle montagne più elevate del Tirolo, si estinse nel 17° secolo in seguito all’intensa caccia cui era sottoposto, ma è stato reintrodotto con successo nel corso degli ultimi decenni. Tra gli uccelli sono presenti la pernice bianca, il corvo imperiale e risulta regolarmente nidificante l´aquila reale.