Superficie: 59.186 ha
Informazioni
Via degli Orti di S. Maria - 67048 Rocca di Mezzo (AQ) Tel.: 0862/916343
Cenni geografici
La media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana, l'Altopiano delle Rocche e la Marsica settentrionale sono le quattro zone che costituiscono il Parco Naturale Regionale del Sirente-Velino: un territorio ricco di storia, di pregevoli presenze storiche, architettoniche e archeologiche, di ambienti naturali unici, di suggestivi scenari appenninici, di presenze faunistiche e floristiche rare.
Ognuna delle quattro zone citate ha caratteristiche diverse e proprio questo rende il Parco del Sirente-Velino del tutto originale.
L'Altopiano delle Rocche è caratterizzato da un sistema di altipiani posti a quote diverse (Altipiani di Rocca di Mezzo e di Ovindoli, Piani di Pezza, Piano del Sirente, Piano di Iano) circondati da alcune delle catene montuose più imponenti di tutto l'Appennino: il massiccio del Velino, con le cime gemelle del Velino (m. 2.486) e del Cafornia (m.2.424), e il massiccio del Sirente (m. 2.348). Pascoli di quota e faggete imponenti, come quella del Sirente che si estende per oltre 12 chilometri, fanno dell'Altopiano delle Rocche uno degli ambienti naturali più interessanti dell'Appennino centrale: non a caso in questa zona nidificano ben quattro coppie di aquile, una delle più alte concentrazioni d'Italia.
Di notevole interesse storico-ambientale sono poi i centri storici che presidiano l'Altopiano delle Rocche: Ovindoli, Rovere, con il suo borgo fortificato medioevale in corso di restauro, Rocca di Mezzo, sede del Parco, Rocca di Cambio, con la chiesa romanica di S. Lucia che presenta al suo interno un interessantissimo ciclo di affreschi trecenteschi, Terranera e Fontavignone.
Ai margini settentrionali dell'Altopiano delle Rocche si trovano le Pagliare di Fontecchio, Tione e Fagnano, oggi disabitate, ma oggetto in questi ultimi anni di accurati restauri, la cui presenza era un tempo legata alla "transumanza verticale" tra la valle dell'Aterno e lo stesso Altopiano delle Rocche.
La fauna
Almeno due branchi di lupi frequentano ancora queste montagne. Volpi, donnole e faine non sono rare. Molto ricca è l'avifauna con quattro coppie di aquile reali, poiane, sparvieri, gheppi e numerosi uccelli di passo tra cui, in alcune stagioni, figurano anche cicogne, gru e aironi.
Comune è la vipera dell'Orsini, il ramarro e la salamandra.
Accertata la presenza dell'istrice, raro il gatto selvatico e l'orso avvistato sporadicamente ma con una certa regolarità; incerto il suo svernamento.
Assai numerosi i branchi di cinghiale. Data la presenza diffusa dei carnivori e la limitata presenza di ungulati, al fine di ristabilire l'equilibrio biologico dell'area sono già state programmate dal Parco le reintroduzioni di cervi, caprioli e camosci. Alcuni cervi e diverse coppie di corvi imperiali e grifoni sono stati già reintrodotti dal Corpo Forestale dello Stato nella Riserva Orientata di Monte Velino.
La flora
La grande varietà di ambienti che caratterizza il Parco, dalle quote più basse intorno ai 600 metri fino alle vette oltre i 2.000 metri, dall'ambiente fluviale dell'Aterno a zone dal microclima particolare come le Gole di Aielli-Celano, determina una grande ricchezza di specie floristiche dalle più comuni, tipiche dell'Appennino, a quelle rare ed anche endemiche presenti sia sul Sirente che sul Velino e per le quali si rimanda a pubblicazioni specifiche. Tra i fiori più comuni, ma anche più caratteristici, va ricordato il narciso che nella tarda primavera ricopre gli altipiani delle Rocche. Assai numerose anche le piante medicinali quali la genziana maggiore, la belladonna, l'iperico, l'olmaria e la frangola.
Abbondanti i frutti di bosco, fragole, more, lamponi e ribes.
Da non dimenticare i funghi abbondanti in tutto il Parco ed i tartufi della Valle dell'Aterno e della Valle Subequana.