Superficie: 61.800 ettari
Informazioni
Direzione del Parco Naturale Adamello Brenta, Strembo, Val Rendena, via Nazionale 12, tel. 0465/804637
Collegamenti
Versante Valle di Non: da Trento si prende la s.s. 12 del Brennero o l'autostrada A22 in direzione nord fino a S. Michele all'Adige. Si prosegue per Mezzolombardo sulla s.s. 43 del Passo del Tonale. In località rocchetta si prende la s.p. 73 e si prosegue in direzione Denno, Flavon, Tuenno, punti di partenza del Sottogruppo della Campa e del settore settentrionale del Gruppo di Brenta.
Cenni geografici
Nel cuore delle Alpi, il Parco Naturale Adamello Brenta è la più estesa area protetta del Trentino, con una superficie totale di 618 chilometri quadrati. Situato nel Trentino occidentale, tra le Valli Giudicarie, di Non e di Sole, il Parco si estende su due ambiti geologicamente distinti: il Gruppo delle Dolomiti di Brenta ad oriente e il Massiccio granitico dell'Adamello-Presanella a occidente, con numerose superfici glacializzate poste a cavallo del confine con la Lombardia.
Possibilità escursionistiche
Escursioni con guide alpine nelle zone più caratteristiche del parco.
Visite
Il Centro Visitatori (aperto da giugno a settembre) si trova a Tovel, nel cuore del Parco, sulle rive dell'omonimo lago.
Descrizione
In generale l'ambiente del Parco è quello tipico dell'arco alpino centro-meridionale, con splendidi boschi prevalentemente d'aghifoglie fino ai 1900-2000 metri; oltre questa quota, praterie alpine e vegetazione rupestre che si spinge anche oltre i 2500 metri. Più di un terzo della superficie del parco è occupata da boschi e foreste; tra le aghifoglie: l'abete rosso, il larice, l'abete bianco, il pino silvestre. A basse quote le latifoglie, con l'acero, il corniolo, il sorbo, il nocciolo, la roverella e l'ontano. Sopra i 2000 metri i boschi si diradano e l'adattamento alle rigide condizioni atmosferiche produce arbusti cosiddetti "contorti", come il mugo e il rododendro, e arbusti nani come l'alzalea e salici striscianti. I pascoli alpini sono costellati da genziana, genzianella, anemone alpino, arnica, ranuncolo delle Alpi, papavero alpino e giglio. Più in alto la stella alpina e il lichene islandico.
Un ricco patrimonio faunistico, con molte specie rare ed esclusive per l'arco alpino, è la testimonianza dell'eccezionale integrità del Parco. In primo luogo gli ultimi esemplari di orso bruno alpino, ormai estintosi in tutte le Alpi tranne che in una limitata porzione del Parco, nel settore nord-orientale del Brenta, dove è oggetto di studi e ricerche avanzate volte alla sua salvaguardia. L'ungulato più diffuso nel parco è il camoscio, con circa 6000 esemplari, ma è presente anche il cervo e il capriolo. Tra gli altri animali la marmotta, lo scoiattolo, il tasso, l'ermellino, la donnola, la martora, la faina e la lepre. Ricca anche l'aviofauna, con il francolino di monte, il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca, il rondone alpino, il picchio, il cuculo, il gufo reale, la civetta e l'allocco. Tra i rapaci si può scorgere il falcone, il gheppio e l'aquila, in volo maestoso sui territori di caccia.