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Sagra dell' Uva - Riccia (CB)
Seconda domenica di Settembre
Sulle origini di Riccia c’é ancora il dubbio più profondo.
Lo storico Berengario Amorosa sostiene che il nome attuale deriva da una colonia di armati romani provenienti da Aricia che si sarebbe stabilita lì dove oggi sorge il centro abitato.
Di certo, c’é solo che Riccia esisteva ai tempi romani e che nella zona chiamata “Piano della Battaglia” si é combattuto, o, almeno vi sono stati dei soldati.
Il vecchio nome “Aricia” subì successivamente cambiamenti e divenne, nel corso dei secoli, Aritia, Saritia, Ritia, fino a quando ebbe la sistemazione definitiva in quello di Riccia.
Il borgo ebbe notevole sviluppo e godette di una larga agiatezza quando, colonizzato il Sannio per opera di Sila, il suo territorio fu assegnato ai coloni romani.
Caduto l’impero romano, il paese subì il duro regime delle conquiste barbariche.
Nella seconda metà del secolo VI fu compreso nel Ducato di Benevento. Nel 642 vi pervennero gli Schiavoni, scampati all’eccidio del duca Rodoaldo, nella battaglia dell’Ofanto.
Le notizie su Riccia diventano certe nel Medioevo, quando passò sotto la dominazione dei De Capua, conti di Altavilla, che costruirono un superbo castello con otto torri, di cui è rimasta soltanto quella centrale.
Riccia è l’unico paese del Molise che conserva e tramanda da molti anni la tradizione della “Sagra dell’Uva” che si svolge la seconda domenica di settembre.
La sfilata dei carri è diventata il momento centrale della festa. Tutta la cerimonia ruota intorno al “carro dell’uva”, dove si assaggiano le prelibatezze che vengono cucinate e che rimandano ai sapori di una volta.
Sul carro sono presenti uomini e donne in abiti contadini che ricreano scene di vita e di lavoro tradizionali. In un’atmosfera allegra, i carri percorrono le strade dell’interno centro abitato, preceduti da un corteo di gruppi folk e sbandieratori.
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