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Sagra dei Vincisgrassi - Cartoceto (PS)
Annualmente nel mese di Giugno
Cartoceto:
disposto a ventaglio sulle pendici di un colle, l’antico ’castello’ è caratterizzato da gradinate e ripide stradette affiancate da case disposte a più livelli: il tutto circondato da mura scarpate e preceduto dal lungo piazzale del ’borgo’.
Già abitato in epoca romana, come attestato da un’epigrafe del 49 a.C. ritrovata nei pressi dell’antica pieve, il territorio cartocetano acquistò importanza strategica solo nel basso medioevo.
Fu allora che il ’castello’ venne munito di una possente rocca, innalzata nel 1351 e rimasta in funzione fino al 1572, quando fu distrutta da un terremoto.
Soggetto prima ai Malatesta e poi alla città di Fano da cui dista 13 km, il paese seguì la sorti di quest’ultima fino al secolo XVIII. Fra i monumenti, oltre l’antica pieve dei Santi Pietro e Paolo, ricostruita nel secolo XVII e oggi chiesa del cimitero, sono da segnalare, su un pendio fuori del paese, il bel complesso settecentesco della chiesa e convento agostiniani di S.Maria del Soccorso e, alla sommità dell’abitato (là dove sorgeva un tempo la rocca), l’ottocentesca collegiata di S.Maria della Misericordia che custodisce una venerata ’Madonna con il Bambino e Angeli’ del secolo XIV.
All’ingresso del ’castello’ sorge l’antico fabbricato ornato da beccatelli già sede del Comune con caratteristica torretta munita di orologio e campana. Verso levante, a ridosso degli spalti della cinta muraria, è invece posto il teatro del Trionfo con graziosa sala ottocentesca a tre ordini di palchetti.
Cartoceto è da tempo nota per la produzione dell’olio d’oliva.
Nel paese e nei suoi dintorni operano infatti quattro frantoi che producono olio extravergine di eccellente qualità. Altra specialità del luogo è la produzione del cosiddetto "formaggio di fossa".
Tra le manifestazioni tipiche del periodo estivo, si ricorda la Sagra dei Vincisgrassi.
Quasi un monumento alla regione; questo primo piatto tutt'altro che leggero ha origini contrastanti.
Alcuni ne fanno derivare il nome da quello del generale austriaco Windsch Graetz che nel 1799 cinse d'assedio Ancona, attribuendo la paternità al suo cuoco personale; altri sostengono che già nel 1781 la ricetta compaia in un libro di cucina del cuoco maceratese Nebbia, in cui viene descritta la preparazione di particolari lasagne chiamate "princisgrass".
Tuttavia se dubbia è l'origine del nome, certa è la fama che li accompagna fin dai primi anni '30, periodo in cui la pietanza divenne molto popolare anche sulle tavole modeste.
Durante la manifestazione, tutti i partecipanti possono degustare questo prodotto tipico, presso i molti stands gastronomici allestiti per l'occasione; inoltre verrano proposte le procedure di cottura del piatto e dei suoi ingredienti principali.
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