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Sannazzaro de' Burgondi
Il paese ha partecipato attivamente a tutte le vicende della Lomellina, ed in particolare del territorio di Lomello. Devastato nel 1155 dalle truppe del Barbarossa, viene in seguito più volte occupato da francesi, spagnoli, piemontesi ed austriaci.
A partire dal XIV secolo diventa feudo della nobile famiglia dei Malaspina, dominatrice della zona, il cui stemma è oggi visibile, insieme a quello del comune, sul Portone (1705), emblema civico della città e baluardo dell'antico borgo.
Almeno tre devono essere stati i castelli che, in successive epoche, vengono edificati nel territorio di Sannazzaro dalle nobili casate che vi prendono dimora.
Di uno di essi parla Bernardo Sacco, che narra come nella sua infanzia - nei primi anni del secolo XVI - lo avesse visto travolto e distrutto dalle acque del Po in occasione di una delle sue tante spaventose inondazioni. Un secondo castello, detto "degli Incisa", sorgeva nella parte più alta del paese, ove attualmente è via degli Incisa, e l'andamento delle sue mura seguiva il profilo della costa.
Esso fu distrutto dagli spagnoli nel Seicento; vestigia di esso erano ancora visibili nei primi anni del nostro secolo.
Oggi si possono rilevare soltanto, a filo del terreno, sul lato nord-occidentale del presumibile recinto fortificato, le basi di due costruzioni cilindriche - forse due torri angolari - fabbricate con materiale eterogeneo (mattoni, ciotoli, pietre) secondo l'uso medievale. Una terza costruzione fortificata sorgeva nello stesso luogo ove, nella metà del secolo XVI, i Malaspina eressero il loro castello, forse sulle fondamenta del precedente.
Edificio residenziale che nulla ha in comune con la rocca di cui narra la storia, il "castello Malaspina", molto deteriorato ma non privo di eleganza; situato al termine della breve via del castello a margine del centro storico, è l'unico che si offra ancora alla nostra osservazione.
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