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Maccagno
Questo paese ha storia antichissima e nobile. Nel 962, Ottone I sbarcò in quello che allora era un piccolo villaggio di pescatori e artigiani, alla servitù dei conti Mandelli. Vi trovò rifugio e ospitalità. In segno di gratitudine concesse l'indipendenza del feudo e il diritto di coniare moneta.
Maccagno divenne un minuscolo staterello in un circondario di vassalli. L'autonomia si perpetuò per secoli, sino alla signoria dei Borromeo. Il borgo, sino a qualche decennio fa, era diviso in due paesini con vita amministrativa autonoma. Ancora adesso la differenza fisica dell'impianto urbanistico è rilevante.
Caratteristico il borgo inferiore dalle case addossate in viuzze, dominato da una torre imperiale e dal piccolo santuario della Madonnina della Punta, sorretto da poderose arcate, a balcone sulla scintillante, immensa, distesa del lago.
Più moderno, l'abitato di Maccagno superiore, che è sede municipale, presenta, nel nucleo più antico, prospettive di rilievo. Degna di nota la Casa Branca, con cortile a loggiati. Piccolo come comune, Maccagno è esteso come territorio. Le sue frazioni sono sparse dalla piana alluvionale del torrente Giona, fin sulle montagne della Valveddasca e ai mille metri del Lago Delio, un caratteristico invaso artificiale, meta domenicale estiva degli adoratori del sole.
Il soggiorno in questa cittadina appaga, soprattutto, per la meravigliosa vista spaziante su quasi tutto il Verbano. In partica, dalle vette del Canton Ticino, al golfo Borromeo, tutto si gode da Maccagno.
La spiaggia, creata dal Giona, è introvabile altrove, per la lunghezza e la profondità: è un luogo privilegiato, tra il molti splendidi centri turistici del Verbano. Per ammirare tali bellezze, ogni anno, migliaia di turisti arrivano a Maccagno; li ospitano diversi alberghi, due campeggi e numerose case per vacanze. Attrattiva culturale, il nuovo museo, a cavallo del fiume, che ospita una collezione d'arte moderna.
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