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Lago di Lugano
Un toponimo che accenna alla Svizzera ma che racconta di acque e sponde
italiane, divise tra i territori varesini e comaschi. Ad esaminarne la forma
si direbbe che la natura si sia sbizzarrita a tracciare un concatenarsi
articolato di golfi, anse e ramificazioni.
Il lago di Lugano (o Ceresio) ha una lunghezza complessiva di 35 km. La sua
conca è separata in due parti dalle morene di Melide, che hanno facilitato
la costruzione di un ponte ferroviario e stradale in prossimità di Campione
d'Italia.
Ceresio, l'altro nome del Lago di Lugano è l'italianizzazione del nome latino Ceresium, di etimologia incerta (secondo alcuni dal latino "cerasa" cioè ciliegia, secondo altri ci sarebbe un origine più antica da individuarsi in un antico toponimo romano "Ceresium" la cui traduzione più accurata sarebbe :"più blu del cielo".
Lavena e Ponte Tresa, all'estremità occidentale, sono stati, fin dai
primi secoli della colonizzazione romana, il campo di battaglia per il
controllo del ponte che unisce le sponde opposte. Sulla tranquilla strada,
appartata rispetto alle tradizionali vie di transito, si giunge a Porto
Ceresio e al lembo meridionale del lago, dove il litorale punta in direzione
nord verso il territorio elvetico. Sponde nuovamente italiane sono quelle di
Campione d'Italia, la cittadina famosa per il suo Casinò internazionale, e
oltre, quella della profonda ansa di Porlezza, dove la sponda della Val
Solda cara al Fogazzaro si contrappone al selvaggio promontorio di Santa
Margherita, via di transito medievale ormai completamente riconquistata
dalla vegetazione. Sia Valsolda, con le frazioni arroccate di Castello e
Dasio e il lungo lago, che Porlezza, con il borgo antico, sono state
collegate alla strada intorno alla metà dell'ultimo secolo e hanno mantenuto
le caratteristiche di appartati borghi. Nei pressi, la chiesa romanica di
San Maurizio sorge alle falde del Monte Galbiga: sepolta da una frana, solo
recentemente è stata restituita ai fedeli, che ne possono ammirare le linee
romaniche.
Il lago è molto pescoso. A parte alcune zone protette, come la foce del fiume Cuccio nel comune di Porlezza, è possibile pescare ovunque anche se secondo diverse modalità.
Le specie protette sono le alborelle i gamberi di fiume autoctoni (Austropotamobius pallipes). Soprattutto l'alborella è quasi estinta, a differenza del Lago Maggiore e si sta pensando ad un ripopolamento controllato soprattutto nelle zone di Ponte Tresa.
Nel 1895 vi è stato introdotto anche il salmerino, dal Lago di Zug, mentre tra il 1894 e il 1897 è stato introdotto il coregone.
Dal 1950 si è tentato anche l'inserimento del coregone bondelle (Coregonus macrophthalmus Nusslin) del Lago di Neuchâtel che, però, non ha attecchito.
Ultimamente si è avvistato il pesce siluro.
La superficie totale del lago di Lugano è di circa 50,5 kmq dei quali 18
appartengono all'Italia; la sua profondità massima raggiunge i 288 metri.
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