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Collio
Collio è il comune più a nord della Valtrompia e comprende i centri di Collio, Memmo e S. Colombano, Tizio, Ivino.
Collio si trova allo sbocco della valle percorsa dal torrente Bavorgo e si spinge con le ultime case sino alla statale delle Tre Valli. Interessante è l'aspetto geologico: il suolo montuoso e costituito da calcari e dolomiti del Muschel Kalk che possono essere usati come calce e offrono grandi varietà di marmi grigi, scuri, variegati e picchiettati. Vi si trovano anche porfidi e serpentini. Oltre che con Brescia, Collio e collegato con Breno e Bagolino attraverso i passi del Maniva e del Crocedomini.
Il nome deriva da collis - colle o meglio dal plurale Collibus o da Collius (collinare), o dal latino medievale Colius - casa, o forse da Colius, nome romano dato che in Collio sopravvivono voci e frasi latine.
Il nome nel sec. XV è "Calles" o "de Collibus Valli Trumpiae" il che fa pensare subito alla conformazione geologica e geografica del paese composto di alcune colline frammezzate da piccole vallette, con abbondanti corsi d'acqua.
Per molti secoli queste località rimasero di dominio di pastori, fino a quando si incominciarono a sfruttare le miniere.
La chiesa parrocchiale e fra le più belle della Valtrompia per armonia architettonica e per ricchezza d'arte. Le maestose colonne che sostengono l'arco del presbiterio danno a questa chiesa l'imponenza di una cattedrale.
La stessa navata si slancia ardita in perfette linee geometriche e volumi architettonici, nella grazia delle svelte colonne e lesene scanalate con capitelli corinzi a fogliame e con nascenti volute abbinate.
Indovinati anche gli ornati dipinti a chiaroscuro, rispondenti allo stile e l'indovinata doratura che illeggiadrisce la decorazione. Il tempio è stato dipinto nel 1903 da Gaetano Cresseri per le figure e da Giuseppe Trainini per la decorazione.
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