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Tarquinia
Palazzo Vitelleschi attuale sede del Museo Archeologico Nazionale Tarquiniese, prende nome dal famoso cardinale, e condottiero delle truppe pontificie, Giovanni Vitelleschi che ne iniziò la costruzione nel 1436, destinandolo a propria residenza estiva.
L'architettura presenta elementi gotici, catalani e rinascimentali, e rimane uno dei più completi esempi del primo Rinascimento laziale.Tra i reperti esposti, merita maggior nota il gruppo dei Cavalli Alati, capolavoro della coroplastica etrusca, risalente al IV-III secolo a.C. e decoranti la testata di uno dei travi principali appartenenti al tetto del tempio di Artemide, detto Ara della Regina.
La chiesa San Francesco eretta nel XIII secolo dai frati francescani e facente parte di un nucleo monastico, come testimoniano i vicini edifici conventuali, ha una facciata modesta ma arricchita da uno splendido rosone. L'interno è elegante; una cappella a destra dell'altare maggiore presenta elementi decorativi barocchi, un'altra cappella si data al XVIII. Un possente campanile del XVII secolo, terminante con una cupola esagonale, ingentilisce l'esterno.
Il Duomo della città, S. Margherita, ricostruito dopo l'incendio del 1643 che aveva distrutto il precedente edificio; della fase più antica rimane solo il presbiterio, nel cui interno sono conservati affreschi del Pastura (Antonio Massari), eseguiti tra il 1508 ed il 1509 e scampati alle fiamme.
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