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Sagra delle Regne Minturno (LT)
Annualmente nel mese di Luglio
Il comune di Minturno è situato su una collina a 145 metri sul livello del Mar Tirreno e domina il golfo di Gaeta.
La denominazione della località laziale deriva forse dal dio cretese Minotauro.
In prossimità del fiume Garigliano , che divide il Lazio dalla Campania, sorgono i resti dell’antica Minturnae .
Tito Livio scrisse che la città avviò i primi contatti con Roma nel 504-503 a.C.
Essa faceva parte della "Pentapoli Aurunca" (con Pirae) insieme a Vescia, Ausona, Sinuessa e Suessa.
Nel 315 a.C. , essendosi schierate con i Sanniti contro Roma, Minturnae, Ausona e Vescia furono completamente distrutte dai Romani.
Dopo la costruzione della via Appia (Regina Viarum) voluta da Appio Claudio Grasso, detto il Cieco, nel 314-312 a.C., la città fu ricostruita e ripopolata con la deduzione di una colonia romana del 295 a.C.
Minturno, con la sua costellazione di case abbarbicate su un colle ameno poste a terrazze sul glauco mar Tirreno, è un’amena località laziale dove nella seconda domenica di luglio si svolge la tradizionale e famosa Sagra delle Regne .
E' un'antichissima festa pagana di ringraziamento per il raccolto, poi cristianizzata e dedicata alla Madonna.
L'effettiva origine della festa moderna è nel 1681, quando si apre una crepa nel muro del santuario di San Francesco e viene scoperta una perduta immagine della Madonna delle Grazie, alla quale poi la sagra viene dedicata.
Le "regne" sono in dialetto locale i "covoni del grano"; la festa infatti propone i movimenti caratteristici della lavorazione del frumento. I covoni vengono portati su carri trainati da buoi, in corteo, fino alla piazza principlae, dove inizia la battitura: ritmicamente gli uomini colpiscono le spighe roteando il viglio, uno strumento agricolo tradizionale composto da due bastoni articolati da strisce di cuoio.
Le pacchiane (donne contadine), in costume, lanciano in aria i chicci di grano perchè il vento disperda la crusca e la paglia; poi si occuperanno di preparare il cibo.
Il grano raccolto, dopo un'offerta rituale alla Madonna, viene per tradizione lasciato ai frati francescani.
Non mancano alla festa anche gruppi folcloristici che provengono da fuori Miturno.
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