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Piemonte - Val Chisola e la Bassa e Alta Val Sangone
Descrizione
Ci apprestiamo a fare un'interessante e panoramica gita fuori porta di un giorno in mezzo alla natura tra monti e laghi e storia. Uscendo da Torino seguendo Corso Orbassano entriamo nel territorio di Beinasco, grosso agglomerato industriale che conserva ancora alcune testimonianze storiche nel vecchio centro come la torre Medioevale e il Castello.
Attraversato il ponte sul torrente Sangone affrontiamo un lungo rettilineodella provinciale Torino-Pinerolo, in breve tempo siamo ad Orbassano. Orbassano è un grosso centro urbano residenziale e industriale che conserva ancora alcune sue caratteristiche di vecchio centro agricolo. Percorrendo il rettilineo nelle giornate limpide la vista ci porta sulla catena delle Alpi Cozie dove svetta alto il Monviso.
Usciti da Orbassano proseguiamo per Piossasco, lasciando alla nostra destra la strada per Trana e Rivoli. Ci inoltriamo nella campagna sempre più contesa dagli stabilimenti e dalle villette. La vasta piana circostante fu anche teatro della famosa battaglia della Marsaglia.
A destra la sagoma triangolare del monte San Giorgio (m 840) che vanta una delle più belle pinete della zona. Ai piedi di questo rilievo si adagia Piossasco con il borgo antico ed i suoi villaggi residenziali. Su uno sperone di roccia, i ruderi del castello dei Signori di Piossasco dominano la piana.
La strada ora corre rettilinea attraverso la campagna adesso restituita al suo naturale ambiente: prati, seminativi, pioppeti, filari di gelsi e macchie di arbusti. Sul filo dell'orizzonte, la catena dentata delle Alpi Cozie, su cui spicca dominatrice la inconfondibile piramide del Monviso.
Siamo sulla ss 589 che da Avigliana porta a Pinerolo. Bel colpo d'occhio sulla conca di Cumiana che si apre in tutta la sua ampiezza: in alto le cime caratteristiche dei Tre Denti.
Eccoci al bivio di Piscina e di Cumiana. Svoltiamo a destra, ed un rettifilo ci porta direttamente al capoluogo. Cumiana è un grosso centro agricolo dove non mancano testimonianze di storia e cultura.
Attraversiamo Cumiana; la strada s'insinua fra le ultime case del capoluogo e s'inerpica subito vivacemente per raggiungere la Colletta (m 621), valico che separa la Val Chisola dalla Val Sangone. La strada si affaccia sulla conca di Giaveno.
La vallata si estende in tutta la sua ampiezza sotto i nostri occhi, su fino al Santuario del Selvaggio ed alle prime case di Coazze con lo sfondo dei monti; si nota anche il nastro azzurrognolo del Sangone che solca il fondo valle. La ripida discesa ci porta in breve tempo al fondo valle; si prosegue in zona pianeggiante sino ad entrare nel cuore di Giaveno.
La cittadina è il centro principale della Val Sangone, il suo passato e le sue testimonianze medievali aggiunte alla sua vivacità commerciale, ne fanno un luogo di importanza primaria nella vallata. Prima della piazza San Lorenzo giriamo a destra all'incrocio con la strada proveniente da Trana.
La strada ora scende dolcemente passando attraverso prati ben tenuti e coltivazioni.
Arriviamo in prossimità di San Bernardino di Trana, dove troviamo il "Giardino Botanico Rea", degno di visita e, dopo una grande curva che abbraccia una dolce conca, ci troviamo a Trana, proprio in prossimità del Santuario di Santa Maria della Stella. Il centro abitato di Trana si estende lungo la statale ss 589 che arriva da Avigliana e prosegue verso Torino. Giriamo a sinistra in direzione di Reano.
Dopo alcune giravolte, la strada raggiunge un pianoro e prosegue in mezzo a colline verdeggianti e boschi. Sopra un dosso della dorsale morenica che scende da Avigliana a Rivoli è posto il Castello dei Principi della Cisterna quasi a proteggere, con le sue massicce torri, il paese di Reano. L'abitato è un piccolo centro prettamente residenziale, data le limitate attività industriali ed artigianali della zona.
La strada prosegue rettilinea nel cuore della conca verdeggiante. Qua e là grossi blocchi di pietra, i massi erratici, punteggiano i prati e le colline, ricordandoci che milioni di anni fa questa zona era coperta da ghiacciai.
Ancora campi e prati, ancora dolci colline ricoperte di boschi; il percorso ci porta a Villarbasse. Il paese è adagiato sulle pendici esterne dell'anfiteatro morenico di Rivoli e conserva, nel centro, numerosi edifici di interesse storico monumentale.
Lasciato il paese di Villarbasse inizia una leggera discesa che ci porterà fino alle porte di Rivoli. Fra gli alberi che ricoprono le colline, ogni tanto si apre uno squarcio e lo sguardo spazia sul panorama di Torino e della sua collina.
La strada prosegue fra le prime case di Rivoli fino a giungere all'incrocio con la strada per Rivalta in prossimità dell'ospedale. Giriamo a destra e sempre in leggera discesa, proseguiamo sulla strada che, con un rettifilo ai piedi della collina morenica, ci accompagna fino a Rivalta.
Superato l'incrocio con il villaggio residenziale Aurora, entriamo nel paese dove le case del borgo antico sono sovrastate dall'antico castello degli Orsini. Rivalta è un grosso centro residenziale ed industriale; il borgo vecchio ha tuttavia conservato angoli squisitamente medievali.
Per rientrare in città, ritornare verso Rivoli e prima di entrare nel centro abitato, prendere sulla destra la radiale, che al termine si immette in corso Allamano che conduce direttamente a Torino.
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