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Lombardia - Abbazie e Certose a Milano e nel Milanese
Descrizione
In gran parte sono ancora luoghi di lavoro e di preghiera; per il visitatore sono soprattutto monumenti insigni dei secoli in cui gli ordini religiosi, oltre alle corti signorili, erano i maggiori finanziatori di cultura.
Certosa di Garegnano .
Inglobata nella periferia settentrionale di Milano, a ridosso degli svincoli autostradali, basta entrarvi per respirare un'atmosfera di raccoglimento e di serenità. Risale al XV secolo, ma fu rifatta nel XVI. Di quest'epoca rimane la chiesa, di nitide e nobili forme, con importanti affreschi di Daniele Crespi e di Simone Peterzano.
Abbazia di Viboldone .
Fondata nel sec. XIII, è la maggiore delle chiese milanesi degli Umiliati. Del Trecento, invece, sono il campanile gotico e gli straordinari affreschi di discepoli di Giotto, che meritano, da soli, una visita.
Abbazia di Chiaravalle .
Sorge isolata in contesto rurale, sebbene già compresa nella periferia meridionale di Milano. Con la sua originalissima torre campanaria a loggette digradanti è uno degli elementi di connotazione del paesaggio intorno alla città. Eretta in forme gotiche francesi (XII-XIII sec.), ha l'interno in parte affrescato e un bellissimo coro intagliato.
Abbazia di Mirasole .
Fondata nel sec. XIII dagli Umiliati (come Viboldone), era adibita alla funzione di centro gestionale del territorio produttivo circostante. Gli edifici che la compongono sono un valido esempio di organizzazione di un'azienda agricola tradizionale. Accanto alla chiesa, un chiostro.
Certosa di Pavia.
Sebbene appartenga alla provincia di Pavia, la Certosa è storicamente milanese, in quanto è il frutto della volontà di affermazione del proprio potere sul territorio da parte della signoria dei Visconti. Gian Galeazzo Visconti, costruendola, la destinò a mausoleo della propria famiglia. Il meraviglioso complesso di costruzioni è sufficiente da solo a riassumere tutte le esperienze artistiche lombarde del Quattrocento. La facciata marmorea è il capolavoro della scultura lombarda rinascimentale (Antonio e Cristoforo Mantegazza, Giovanni Antonio Amadeo, Cristoforo Lombardo, Benedetto Briosco) e fa corpo a sé rispetto alla fabbrica.
Tra le numerose opere d'arte dell'interno (Perugino, Bergognone eccetera), la curiosità è certamente catturata dalle statue tombali distese di Ludovico il Moro e di Beatrice d'Este, di Cristoforo Solari (1497), dal polittico in avorio della sagrestia vecchia e dagli stalli del coro intagliati e intarsiati (1498). La vita dei monaci si svolgeva nei due chiostri: il grandioso chiostro grande, dove si affacciano le celle dei monaci, e il suggestivo chiostro piccolo, dalla ricchissima decorazione in cotto distribuita lungo le 50 arcate.
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