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Friùli-Venezia Giulia - Cervignano - Aquileia - Grado
Descrizione
Cervignano ha il privilegio di trovarsi a circa 7 km da Aquileia, l'antica città romana, oggi centro archeologico internazionale, dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, doveroso riconoscimento alla sua storia ultramillenaria e alle superbe testimonianze che essa ha lasciato.
Fondata nel 181 a.C. come caposaldo di Roma contro i Galli e le popolazioni subalpine, incrementata nel 169 a.C. da una ulteriore immissione di coloni, diventata municipium, favorita dalla presenza, allora, di un fiume largo 48 m e navigabile per un lungo tratto (il Natisone con il Torre), alla fine del I sec. a.C. la piccola colonia iniziale è già diventata una grande città tranquilla e operosa.
L'imperatore Augusto la nomina capitale della X Regione Italica (Venetia et Histria).
Nel I sec. d.C. la città è dedita ad un'intensa attività commerciale: navi onerarie attraccano al suo porto fluviale cariche di merci da e per il Levante; una fornitissima rete viaria favorisce il trasporto dei prodotti dell'arco alpino. Giungono materie prime che gli abili artigiani aquileiesi trasformano in pregiati prodotti finiti; agricoltura, artigianato e commercio fanno di Aquileia uno dei più importanti empori dell'Impero.
Dall'Oriente giunge anche il Cristianesimo, e la metropoli aquileiese diviene subito faro di fede e di civiltà con il complesso basilicale costruito dal vescovo Teodoro subito dopo l'Editto di Milano (313).
Sulle aule teodoriane si impostano i successivi interventi architettonici e si radica profondamente la fede dei Padri; trasmessa da vescovi e patriarchi, diffusa da missionari convinti e preparati, raggiungerà le genti dell'Est. Abbandonata dai suoi abitanti dopo le invasioni barbariche, la grande città romana scompare lentamente, in parte depredata, in parte coperta dalla terra che l'ha gelosamente custodita fino a noi affinché potessimo rivivere, attraverso scavi e rinvenimenti, la sua passata magnificenza.
Si visitano dunque:
· il Museo Archeologico Nazionale e l'annesso lapidario (via Roma 1, tel. 043191016), che raccolgono ed espongono nelle sale, allestite per materiale, e nelle gallerie, ricchi e preziosi reperti (particolare attenzione meritano gemme e vetri);
· il Museo Nazionale Paleocristiano allestito nell'antichissima basilica detta "di Monastero" (tel. 043191131), raro esempio di conformità tra contenitore (basilica paleocristiana) e contenuti (reperti inerenti alla vita religiosa dei primi cristiani di Aquileia);
· il complesso basilicale (basilica, cripta degli scavi, cripta degli affreschi, battistero, campanile), che costituisce un unicum di straordinario interesse religioso, storico ed artistico (degni di considerazione soprattutto i mosaici d'età teodoriana);
· il sepolcreto, venuto alla luce negli anni Quaranta del XX secolo e lasciato intatto in loco quale espressione diretta del culto che gli antichi aquileiesi riservavano ai loro defunti;
· il foro, di cui si può ammirare l'ampia angolatura di sud-est che con i suoi resti ci aiuta a ricostruire l'impianto forense e a riviverlo come cuore pulsante della città quale era;
· il porto fluviale, ganglio vitale dell'Aquileia romana che oggi, con i sui resti in grigia pietra d'Istria, lungo la via Sacra ci parla di incontri, di scambi di crescita e di sviluppo di uomini e cose;
· gli impianti urbani visibili in più zone di scavo, che con le loro pavimentazioni musive attestano l'opulenza delle case romane e la versatilità dei loro proprietari; i mercati accanto alla basilica; gli oratori tra i quali spicca quello con il mosaico raffigurante il Buon Pastore in vesti orientali;
· il Cimitero degli Eroi, che all'ombra dei cipressi custodisce le tombe di soldati austriaci ed italiani caduti durante la prima guerra mondiale nonché quella che accoglie le spoglie di dieci militi ignoti dopo che l'undicesima bara era stata trasportata a Roma, sull'Altare della Patria.
Proseguendo per la statale 352 si arriva a Grado (a circa 17 km da Cervignano) dopo aver percorso nell'ultimo tratto la translagunare che collega l'"Isola d'oro" alla terraferma, una strada che gli incanti della laguna rendono di incomparabile bellezza.
Già da lontano Grado lascia intuire la sua doppia anima: quella moderna, balneare, che si esprime con le ville, i condomini e gli alberghi incombenti sull'orizzonte; quella antica palpitante nel pittoresco centro storico (uno dei più interessanti della regione) protetto dall'Arcangelo Michele, ritto sulla sommità del campanile a seguire i venti e gli umori della laguna.
Proprio in questo vecchio nido di pescatori si trovano la basilica paleocristiana di Santa Maria delle Grazie (V secolo), con il battistero ottagonale, ed il duomo di Sant'Eufemia inaugurato il 3 novembre 597, accanto al quale oggi è allestito un piccolo orto lapidario. Gli edifici sacri mantengono intatta la loro suggestione fatta di luci soffuse e penombre che lasciano intravvedere mosaici pavimentali ed arredi di grande interesse; furono costruiti a più riprese dagli aquileiesi che nelle isole della laguna trovarono scampo dalla violenza dei barbari.
Un'area di scavo portata a recente compimento in piazza della Vittoria mostra i resti di una terza basilica paleocristiana con battistero forse di culto ariano, sono testimonianze di grande fervore religioso e di prosperità che Grado conosce soprattutto dal VI al X secolo, dal tramonto di Aquileia al sorgere di Venezia: dalla prima riceve la sede vescovile, alla seconda trasmette quella patriarcale.
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