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Campania - Caserta e la sua Provincia

Descrizione

La denominazione di Campania Felix fu attribuita dai Romani al fertile territorio che si estende ai piedi dei rilievi appenninici attorno all'antica Capua, una zona pianeggiante di grande interesse storico.
Il paesaggio agrario della pianura campana, infatti, è caratterizzato da una suddivisione piuttosto geometrica dei campi, che risale alla ripartizione del territorio operata dai Romani. Il nostro itinerario inizia da Caserta, capoluogo di provincia di antiche origini, che divenne nel Settecento un esempio di città nuova, pur rimanendo incompiuta. L'origine del suo attuale impianto urbanistico si deve a Carlo III di Borbone, il quale intendeva creare una nuova capitale per il regno delle Due Sicilie, sul modello di Versailles, in sostituzione di Napoli.
Per realizzare il suo progetto, affidò a Luigi Vanvitelli la costruzione di una grande reggia, che avrebbe dovuto inserirsi in maniera funzionale nell'ambiente urbano.
In realtà fu portata a termine solo la reggia, un imponente edificio a cinque piani ed a pianta rettangolare che conta ben 1200 stanze, servite da 34 scale e 1970 finestre. All'impresa, che appare superfluo definire grandiosa, collaborarono i più insigni artisti e artigiani dello Stato, con una profusione di pitture, statue, rilievi, stucchi che ben documenta la cultura del regno tra il primo periodo neoclassico e la tarda Restaurazione.
Dal portone al centro della facciata sul piazzale si accede all'atrio monumentale; in mezzo è il vestibolo inferiore, ottagonale, decorato con statue fra cui un Ercole romano.
Subito a destra c'è il superbo scalone d'onore, con 116 gradini, che porta al vestibolo superiore, anch'esso ottagonale, con volta a cupola; di fronte è l'ingresso alla cappella palatina.
A sinistra si accede agli appartamenti reali, arredati in gran parte con il mobilio originale. Attraverso i saloni degli Alabardieri, delle Guardie e di Alessandro, a destra si entra nell'appartamento nuovo, con le sale di Marte, di Astrea e quella del trono, lunga 35 metri e larga 13. Da quest'ultima si accede all'appartamento del re, con la sala del Consiglio e le stanze private.
Dal salone di Alessandro a sinistra si giunge all'appartamento vecchio, già abitato da Ferdinando IV nel 1780, quindi si passa alla biblioteca che conta oltre 10.000 volumi, al salone in cui vi è un grandioso presepe con 1.200 statuine dei più celebri figurinai napoletani del '700 ed infine alla pinacoteca. Qui vi sono dipinti di nature morte italiane e olandesi del primo '800, quadri di soggetto guerresco e di commemorazione dei fasti Farnese ed una quadreria di 8 sale con i ritratti dei Borboni.
Un salone è dedicato al Museo Vanvitelliano, con studi e modelli dell'architetto che si riferiscono principalmente alla Reggia. Si scende al pian terreno e dal 2° cortile si entra nel teatrino di corte, con cinque ordini di palchi, datato 1769. Purtroppo, una gran parte del palazzo non è visitabile perché sede di istituzioni varie. Dopo aver percorso l'atrio si esce dal portone e ci si affaccia sull'enorme parco, di eccezionale bellezza, che copre un'area di 120 ettari, in cui il gioco scenografico delle fontane, della vegetazione e dei viali crea uno stupefacente paesaggio.
Furono necessari ben sedici anni per realizzare l'impianto di alimentazione delle fontane: l'acquedotto, lungo 41 chilometri, rese necessaria la costruzione di tre viadotti, la perforazione di sei montagne e lo scavo di venti pozzi.
In particolare segnaliamo il Giardino inglese, distribuito su 25 ettari, composto dal Graefer nel 1782, con prati, boschetti, rovine artificiali realizzate con pezzi di scavo di Pompei, ruscello e laghetto. Dopo la visita alla reggia andiamo a Caserta Vecchia, un delizioso borgo medioevale situato sulle pendici del monte Virgo. Conserva quasi intatto il suo aspetto originario e si stringe attorno ad una splendida cattedrale del XII secolo, di stile arabo-siculo con l'aggiunta di elementi romanico-pugliesi, dedicata a S.Michele.
Nella parte più alta del paese si trovano i resti del castello, probabilmente risalente all'età longobarda. Davvero ottima, un po' dappertutto, la cucina con una grande varietà di pesce e carni. Ma particolarmente rinomata in tutta la zona del casertano è la mozzarella di bufala, dal tipico sapore salato, da accompagnare con broccoletti di rape ed insaccati di maiale.
Ottimi i vini, in particolare il celebre Falerno, noto già nell'antichità e cantato dai poeti.
Arriviamo poi a Calvi Risorta, un altro borgo medioevale di notevole interesse storico artistico, nata dalle rovine di Cales dopo la distruzione operata dai Saraceni nell'879. Da visitare la cattedrale romanica, a tre navate, con alcuni elementi decorativi provenienti dall'antica Cales. Ma è certamente da non perdere la visita a Teano, famosa per lo storico incontro avvenuto nel 1860, fra Garibaldi ed il re Vittorio Emanuele II. Sorge sul luogo dell'antica Teanum Sidicinum, città degli Aurunci, poi capitale dei Sidicini, quindi centro romano.
Recentemente, nel 1992, alcuni scavi archeologici hanno riportato alla luce un'estesa necropoli, nella zona di Orto Ceraso alla periferia ovest della cittadina, che ha restituito oltre a diverse tombe, stele ed urne cinerarie, numerosi corredi funerari, particolarmente ricchi per qualità e quantità. E' imminente l'apertura di un Museo Archeologico Statale, il cui allestimento è in fase di completamento nel complesso monumentale denominato Loggione, una costruzione della seconda metà del '300 e che ospiterà tutti i reperti ritrovati.
Un primo passo verso la costituzione di un vero e proprio parco archeologico. Dopo la visita alla necropoli, consigliamo un giro tra i suggestivi vicoli, dal sapore medioevale, fino a raggiungere il Duomo, una struttura del XII secolo, che incorpora colonne antiche e marmi romani murati nel robusto campanile. Al suo interno vi è un pergamo ricomposto con materiali duecenteschi ed un Crocifisso trecentesco su tavola. Nella cripta di S.Paride, museo con marmi romani, medioevali e moderni.
A pochi passi dal duomo, in piazza del Municipio, ecco l'antica gioielleria oreficeria Boragine, lì dal 1896 con le sue luccicanti vetrine. Di antica fondazione ma molto rimaneggiate sono le chiese di Santa Maria delle Grazie e di San Benedetto e la trecentesca S.Francesco; di belle forme tardobarocche è S.Caterina. Fuori città sono S.Paride, una basilica romanica del XIII secolo a tre navate ed il convento di Sant' Antonio, con chiosto e portali quattrocenteschi.
A pochi chilometri da Teano, a Sparanise nel centralissimo Corso del Popolo, consigliamo una puntatina allo studio d'arte di Walter Acciardi, pittore e scultore, con annesso un laboratorio per il restauro di dipinti e di oggetti d'antiquariato. Ci muoviamo poi alla volta di Capua, sulle rive del fiume Volturno. La cittadina, una delle più importanti della provincia, vanta preziosi edifici civili e religiosi. Bellissimo è il Duomo del IX secolo, un edificio che ha subito diversi rifacimenti fino alla sua ricostruzione avvenuta nel XVIII secolo. L'atrio è sorretto da venti colonne del III secolo e il campanile del IX secolo, aperto da bifore e ornato da rilievi marmorei.
Infine, concludiamo il nostro percorso raggiungendo Aversa, fondata nel 1030 dai Normanni, che si divide in due parti, la città antica con forme circolari e strade concentriche e radiali e la parte nuova, con una pianta a maglie regolari e con strade che si incrociano ad angolo retto. Da vedere il Duomo, della cui parte originaria dell'XI secolo restano solo le tre absidi e la pregevolissima cupola ottagonale in stile arabo-normanno, arricchita da due piani di colonnine del XIV secolo.
Tra le opere contenute all'interno spiccano un S.Giorgio e il drago, il rilievo della Trinità con L'Annunciazione e i Santi Pietro e Paolo, posto sull'altare cinquecentesco e il coro con ambulacro ad arcate dell'XI secolo.

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