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S. Rosalia
Da oltre tre secoli Palermo festeggia
la
vergine che la liberò dai mali della peste. In ricordo di quella liberazione,
si intonano i canti della tradizione popolare che celebrano, i natali e
la vita da eremita sulla cima del Monte Pellegrino di S. Rosalia,
la scoperta delle ossa, da parte di un cacciatore guidato dallo spirito
di lei, cinque secoli dopo la sua morte, nell'anno in cui a Palermo dilagava
la terribile pestilenza.
Dal 9 al 15 luglio la città dedica alla sua patrona, S. Rosalia, un festino
ricco di manifestazioni culturali, spettacoli pirotecnici e una solenne
processione.
Nei vicoli del centro storico di Palermo, in occasione del festino, i cantastorie,
intonano i canti della tradizione popolare, che celebrano la santuzza.
Secondo la leggenda, il morbo scomparve dopo che le ossa furono riportate
in città.
Questo, raccontano i testi legati al culto della santuzza
eseguiti dai gruppi di orchestrali che accompagnano i giorni di festa a
Palermo con le loro musiche lamentose, ripetute insistentemente.
Il momento della festa che raccoglie più consensi nella comunità è quello
dedicato al giro cittadino del carro trionfale, tradizionalmente costruito
molte settimane prima.
Nel Museo Pitrè di Palermo, sono tuttora custoditi i modelli
del carro di S. Rosalia; questi modelli riproducono gli episodi più indicativi
della vita della Santa.
L'immagine della patrona, posta in cima al carro, mostra il capo coronato
di rose e i piedi circondati di angeli.
Il culto della Santa è, ancora oggi, a Palermo, un momento di collaborazione
tra artisti, studiosi, religiosi e laici, condiviso fino alla prima metà
di luglio.
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