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| Le Mummie e le Chiese di Ferentillo
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L'itinerario umbro alla scoperta
dei tesori archeologici attraversa la provincia di Terni. Percorrendo
la Valnerina da Terni verso Macerata, dopo aver ammirato
l'affascinante spettacolo offerto dalla cascata della Marmora,
si giunge a Ferentillo.Il Museo di Ferentillo è allocato sotto
la chiesa di Santo Stefano che, realizzata nel 1200, è riconoscibile
da un grande orologio sul campanile; dal 1500
venne utilizzata come cimitero.
Nel cimitero scavato nella roccia, venivano seppelliti gli abitanti
del paese fino al 1871 quando, la pubblicazione di un editto ne
proibì la sepoltura.
Le Mummie di Ferentillo sono un fenomeno di interesse
internazionale. I visitatori provengono da tutta Europa.
Per uno strano fenomeno fisico-chimico, i cadaveri non imputridiscono,
si
mummificano spontaneamente, senza intervento umano. Il fenomeno
della mummificazione naturale è dovuto a dei microrganismi presenti
nel terreno ed è favorito dalle condizioni climatiche.
Le piccole finestre, consentono una buona aerazione del cimitero,
fattore che incide sulla mummificazione. L'epidermide dei defunti,
seccatasi sul corpo, mantiene gli organi ancora intatti. Dai corpi
conservati in teche di vetro si riconoscono: il soldato impiccato,
due giovani sposi cinesi morti di colera, un avvocato ucciso da
una coltellata, una donna morta di parto con il suo neonato.
Visibili anche, un centinaio di teschi.
Da non trascurare, nel paese di Ferentillo, l'Abbazia
di San Pietro in Valle:
complesso architettonico di rilevanza internazionale, in cui lo
stile romanico si confonde con quello longobardo; numerosi i reperti
paleocristiani all'interno dell'Abbazia.
Il complesso appartiene ad un privato ed è possibile visitarlo
con permesso dei proprietari, nell'antico chiostro è visibile
una serie di affreschi dell'Antico e Nuovo Testamento.
Rimanendo in provincia di Terni alla ricerca di testimonianze
romaniche le troviamo a Narni e Carsulae .
Carsulae 
Carsulae, San Gemini (TR). noti i resti della città romana del
III sec a.C..
Carsulae appare come un esempio di municipium romano, termina
con l'arco di S. Damiano miracolosamente conservatosi
attraverso i secoli, l’arco è diventato nel tempo l’elemento identificativo
della città. A Carsulae, durante gli scavi, furono rinvenuti parte
dell’edificio termale (dal quale proviene il mosaico di Nettuno),
il teatro e l’anfiteatro.
Sono oggi riconoscibili la piccola area del foro,
la basilica absidata ed alcune tombe monumentali
della necropoli. |
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