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| Gli scavi di Viverone e la 'pietra fica' |
Il nome
di Pedemontis si nota per la prima volta sulle carte geografiche
della fine del sec.XII, riferendosi ai territori dei Savoia.
Dai ritrovamenti avvenuti a Viverone (tra le
province di Torino e Biella) si può affermare che l’insediamento
più antico si formò nel periodo èneo (o età del Bronzo). Il clima
e l’uso di strumenti in bronzo, hanno favorito una crescita demografica
ed il rafforzamento dell’economia.
In località Cava di Purcarel (Viverone) è stato
individuato un villaggio di capanne costruite su ciottoli di grosse
dimensioni. Uno scavo, eseguito nel luogo, avrebbe portato ad
individuare materiali ceramici.
I reperti ed i dati ottenuti documentano una presenza attiva dell’uomo
a Viverone già migliaia di anni fa. Questa tesi è confermata dalla
scoperta di quattro villaggi palafitticoli presso il lago di Viverone
che, secondo la datazione al carbonio 14, risalgono all’850 A.C.,
i reperti che Viverone e il territorio circostante offrono vanno
oltre un’importanza locale.
La “Pietra Fica” e la “Maserassa”.
Lungo il margine meridionale della statale che unisce Viverone
e Cavaglia, sullo spartiacque tra Canavese e Biellese, è visibile
la cosiddetta “Pietra Fica ”: un
masso erratico che fuoriesce per ben 9 m dal terreno in cui è
conficcato (secondo la tradizione sarebbe un antico segno di confine).
Proseguendo verso Ovest si arriva alla “Maserassa”: un cumulo
di terra ricoperta da pietrame che faceva parte del complesso
delle fortificazioni, dette “Chiuse longobarde” poco distante
si può godere dello scenario del lago.
Il “Roc della Regina” e la “Pera Pichera”.
In regione S. Lorenzo, un borgo ora disabitato, esiste una pietra
singolare, a forma di sarcofago, che posa su una base litica,
comunemente detta “Roc della Regina .
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