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| Abbazia di San Vincenzo al Volturno |
Il nostro
itinerario alla scoperta dei tesori del Molise parte dall'Abbazia
di San Vincenzo al Volturno, antico insediamento monastico
fondato nel VIII secolo da tre principi beneventani, sulla foce
del fiume Volturno.
La cripta della chiesa, è arricchita con affreschi a motivi geometrici
che creano un effetto diamantato molto luminoso.
Da quel che rimane del grande Refettorio, capace di ospitare oltre
300 monaci, si scorge: il pavimento in cotto, artigianalmente
prodotto dai frati stessi, la "Sala dei Profeti",
chiamata così per il rinvenimento di affreschi murari raffiguranti
Santi e Profeti e la cripta dell'Abate Epifanio, anch'essa ricca
di affreschi riguardanti l'Apocalisse di S.Giovanni.
I resti monumentali più antichi appartengono alla colonia del
263 a.C. e sono quelli delle mura poligonali e del tempio sottostante
la cattedrale; il resto della documentazione archeologica della
città è conservato nel museo ospitato nel complesso monumentale
di S. Maria Delle Monache.
Il museo, raccoglie una vasta collezione lapidaria: iscrizioni
e rilievi da Aesernia e dal suo territorio ed una ricca documentazione
relativa a tutto il Sannio. Sono presenti materiali e corredi
dalle necropoli di Termoli, Larino, Alfedena
(la necropoli più importante del Sannio) ed ancora Carovilli,
Campochiaro, Pozzilli.
Per il periodo compreso tra il IV sec. a.C. e la romanizzazione
sono interessanti i materiali dal santuario di Pietrabbondante
e di altri santuari sannitici. Vi è esposta anche una copia del
celebre “bronzo di Agnone” (conservato al British
Museum) contenente iscritta la lex sacra del santuario di Agnone.
Al piano superiore del Museo sono ricostruiti, su calchi in gesso
con reperti originali, i materiali del giacimento paleolitico
di Isernia-La Pineta, risalenti a 700.000 anni
fa.
Il sito paleolitico di Isernia La Pineta è, senza
dubbio, un caposaldo non solo nazionale ma anche internazionale,
di conoscenze relative all'origine del popolamento umano nel continente
europeo ed alla ricostruzione del paesaggio geologico e faunistico
del bacino mediterraneo nel Quaternario.
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