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| Castellone di Suasa |
Suasa, città della valle del Cesano, si trova sul
terrazzo di Pian Volpello, nel comune di Castelleone di
Suasa, in provincia di Ancona. Questo centro nacque come
praefectura nel 232 a.C. e divenne municipium nel corso del I sec.
a.C..
Come gran parte delle città marchigiane, Suasa venne abbandonata
nel corso del VI secolo a causa della forte crisi economica e demografica
causata dalla guerra greco-gotica.
L’abbandono e le attività agricole determinarono la cancellazione
delle tracce della città: unico monumento rimasto visibile fu l’anfiteatro.
Notizie di ritrovamenti di epigrafi e statue si hanno tuttavia dal
XVI secolo.
Gli scavi del 1987, hanno consentito, di mettere in luce una domus
appartenuta alla famiglia dei Coiedii, come indica una inscrizione
rinvenuta fra il materiale di riempimento della piscina.
La dimora di età imperiale fu dotata di numerosi mosaici pavimentali
figurati (III sec. d.C.), fra cui quello del tablinum, dove campeggia
una figura di satiro sdraiato su una roccia, un prezioso opus sectile
e tre mosaici del III secolo raffiguranti scene mitologiche. Le
sale erano affrescate con sistemi decorativi di particolare importanza.
A sud della domus lo scavo di un importante "zona" ricca di case
repubblicane (II secolo a.C.), che comprende una una splendida decorazione,
ben conservata.
Da diversi anni è stata iniziata l’esplorazione della necropoli
meridionale della città.
Sono venuti in luce i resti di quattro monumenti funerari altoimperiali,
e 50 tombe. Sulla base dei corredi recuperati queste tombe sembrano
appartenere al II d.C..
Fra i materiali provenienti dagli scavi, si segnalano diversi frammenti
di sculture, fra i quali una testa e una gamba appartenenti a una
statua di Augusto, di età claudia e materiale scultoreo da contesti
funerari.
E' inoltre da visitare a Castelleone di Suasa, il Museo
Civico Archeologico della città romana, una intera sala
è dedicata alle pitture della domus dei Coiedii (II sec. d.C.) -
tra le principali scoperte pittoriche di età romana effettuate in
Italia negli ultimi anni.
L’allestimento segue le vicende storiche della città, la domus dei
Coiedii coi suoi arredi, le aree pubbliche (foro e necropoli).
Al piano terreno del Palazzo che ospita il Museo è ordinato un piccolo
Lapidario.
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