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| Montevecchia preistorica |
Montevecchia è la prima collina per chi arriva dalla pianura padana ed ha avuto
un ruolo determinante nella storia dei popoli che vi si sono insediati.
A Montevecchia, in località "barbabella", sono stati trovati i
resti di due accampamenti; il primo dell'homo di Neanderthal (62.000
a.c.) e l'altro dell'uomo Sapiens Sapiens (30.000 a.c..)
Quest'ultimo è pertanto il più antico insediamento umano di tutta la Lombardia.
Il primo spunto di interesse lo offre la parrocchia di Mazzano:
un bel quadro del Moretto in onore di San Zeno.
Si prosegue con il municipio Paitone che vanta
un bel santuario dedicato alla Madonna, nel quale è da segnalare
un quadro del Moretto dipinto in occasione di una celebre apparizione
della Vergine nel ’500.
Il museo preistorico, ha rivelato nel restauro un soffitto ligneo
con tavolette di carattere allegorico. Fra l’altro conserva un
calco di piroga preistorica della età del bronzo, trovata nella
torbiera del lago Lucone e lo scheletro di un «ursus spelaeus»,
proveniente dal «Buco del frate».
Villanuova sul Clisi
: sotto il Monte Covolo conserva ruderi di una antica chiesa romanica, sono stati fatti importanti scavi archeologici. Sul fianco del monte, ci sono i ruderi della chiesa di San Zenone.
Una curiosità è costituita dal ponte medioevale Pier, costruito
in pietra, a qualche centinaio di metri dal trafficatissimo bivio
dei Tormini, con l’unica arcata che poggia arditamente sulle rocce
del fiume Chiese.
Si arriva a Salò con i numerosi reperti romani, conservati nel
museo archeologico sul lungolagom mentre i templi romani, dedicati
a Nettuno e a Cesare Augusto, furono demoliti nel 1450 per far
posto al bellissimo duomo.
Iniziato nel 1453 e dedicato alla Madonna Assunta, straripa di
capolavori fra i quali il crocifisso ligneo di Giovanni Multscher
, l’ancona quattrocentesca di Bartolomeo da Isola Dovarese, il
polittico di Paolo Veneziano, dipinti di Romanino, Moretto, Zenon
e Andrea Celesti.
Salò conserva anche i resti della cinta muraria del 1377, quando
Regina della Scala, sposata ad un Visconti, rafforzò la cittadina,
innalzando nuove mura. Resistono ancora al traffico cittadino
le due porte della Rocca e di San Giovanni.
Fra Salò e Barbarano è degno di ammirazione il palazzo Pallavicino-Martinengo,
edificato nel 1577 dal marchese Sforza Pallavicino, teatro di
una tenebrosa storia di amore che ispirò anche William Shakespeare
(Paolo Giordano Orsini e Vittoria Accoramboni) nel 1595.
Fra Salò e Gardone si erge Villa Alba, in stile neoclassico, con la loggia delle cariatidi copiata dall’eretteo di Atene; fu voluta da un industriale tedesco, il Langessiepen, che voleva ospitare il Kaiser che però non venne mai.
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