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| Itinerario Archeologico di Aquileia-Grado |
Aquileia,
antica città romana, oggi centro archeologico internazionale,
dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità,
riconoscimento alla sua storia millenaria e alle superbe testimonianze
ivi ritrovate.
Fondata nel 181 a.C. sotto il dominio di Roma, favorita dalla
presenza di un fiume navigabile, alla fine del I sec. a.C. divenne
una grande città commercialmente attiva. Nel I sec. d.C. la città
è dedita ad un'intensa attività commerciale: giungono materie
prime che gli abili artigiani aquileiesi trasformano in prodotti
finiti; agricoltura, artigianato e commercio fanno di Aquileia
uno dei più importanti empori dell'Impero.
Dall'Oriente giunge anche il Cristianesimo, e la metropoli aquileiese
diviene subito faro di fede e di civiltà con il complesso basilicale
costruito dal Vescovo Teodoro.
Dalla navata sinistra della Basilica Patriarcale si accede alla
"Cripta degli Scavi"
di Aquileia.
Nella cripta sono evidenziati tre strati archeologici: al piano
più basso i resti dei pavimenti della casa romana del I secolo,
composta di 6 ambienti; sull'intermedio il pavimento in cocciopesto
dell'Aula teodoriana (già visibile in chiesa, fuori dalla cripta).
A sud-est si vedono resti del fonte battesimale , rivestito con
lastre di cipollino.
Nella parte più alta della cripta sono visibili resti del tassellato
geometrico, annerito dal fuoco dell'incendio di Attila.
Attraverso una porticina, è possibile entrare nell'Aula teodoriana.
Con un fregio di vite inizia il pavimento musivo. In esso vari
animali, al pascolo, come: pecore, asini, tori, cavalli alati,
lepri, aragoste, una lotta tra il gallo e la tartaruga e poi volatili,
merli, pappagalli, fagiani, cimandorli e una nidiata di pernici.
Gli accostamenti sono talvolta strani; il mondo idillico-pastorale
allude alla pace della vita in paradiso. Nell'ultima campata,
c'era un presbiterio;ma sono rimaste intatte solo pietre con tracce
di piombatura ed un pannello centrale destinato al vescovo con
una scritta: Cyriace vibas ( Ciriaco possa tu vivere in Dio).
Proseguendo per la statale 352 si arriva a Grado , che collega
l'"Isola d'oro"alla terraferma, una strada di incomparabile bellezza.
Fin da lontano Grado lascia intuire la sua anima antica, con l'Arcangelo
Michele, sul campanile a protezione del pittoresco centro storico
(tra i più interessanti della regione).
Qui sono da vedere: la basilica paleocristiana di Santa
Maria delle Grazie (V secolo), il battistero, ed il duomo
di Sant'Eufemia. Gli edifici sacri lasciano intravvedere mosaici
pavimentali ed arredi di grande interesse; costruiti dagli aquileiesi.
Un'area di scavo portata a recente compimento in piazza della
Vittoria mostra i resti di una terza basilica paleocristiana con
battistero di culto ariano.
I dintorni più o meno immediati di Aquileia offrono comunque molte
altre piccole grandi occasioni di crescita culturale.
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