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| Zona Archeologica di Budrio |
Budrio è situata in pianura, ad est di Bologna, è una cittadina
antica in cui si riconoscono le tracce della pianta urbanistica
romana, fuse con il successivo modello medioevale. Negli anni
tra il Rinascimento e l'Illuminismo, Budrio raggiunse il massimo
splendore economico, grazie ad una speciale tecnica di lavorazione
della canapa che la rese esportatrice esclusiva in Europa.
Furono realizzati in quegli anni molti degli splendidi edifici ancora visibili, spicca fra tutti il Teatro, vero esempio di magnificenza architettonica e tutt’ora tempio della musica.
A Budrio sono tante le soste obbligate, tra cui :
la Chiesa Arcipretale di San Lorenzo, restaurata
nel XVIII secolo, al cui interno è visibile un affresco del ‘400
e le pale d’altare del '500 e la Torre dell’Orologio
che svetta davanti alla chiesa. Nella Chiesa di San Domenico
sono custodite preziose tele seicentesche.
Del grande significato della Budrio settecentesca ci parla soprattutto Palazzo Boriani Dalla Noce, ora sede della Biblioteca Comunale.
Ma gran parte dello splendore di Budrio si trova fuori dalle sue
mura, nella frazione di Bagnarola. Qui è situato il Complesso
del Floriano, una villa definita la "Versailles
bolognese".
L’edificio è di dimensioni e armonia principesca ed ha attratto
nelle vicinanze altre bellezze architettoniche. Oltre al Floriano,
a Bagnarola si può visitare l’Aurelio, il complesso trasformato
in un giardino con peschiere e altalene, tre cappelle e, oltre
alla Villa, una dimora estiva per la famiglia.
Tra le Ville della zona vale la pena di visitare anche Palazzo Oderici, detto Palazzo di Sopra , dove nel settecento si riuniva l’Accadamia letteraria dei Notturni, animata da Prospero Ferdinando Ranuzzi.
Terminata la visita alle ville di Bagnarola potete far ritorno a Budrio per ammirare nel suo insieme, come un unico polo culturale, il Teatro, la Biblioteca, il Museo archeologico e la ricca Pinacoteca Inzaghi suddivisa tra lavori pittorici, disegni e incisioni. In quest’ultima sono custodite opere a partire dal ‘300 tra le quali si segnala una "Incoronazione della Vergine" di Vitale da Bologna.
Quindi una preziosa raccolta di rari volumi cinquecenteschi, atlanti antichi e pregiate edizioni italiane e francesi del seicento e del settecento.
Ma una visita a Budrio non sarebbe completa senza aver comprato
un esemplare dello strumento musicale inventato proprio qui: l’ocarina,
una sorta di flauto di terracotta, prodotto in varie dimensioni,
in grado di comporre un concerto in diverse tonalità. Questo strumento,
inventato dal budriese Giuseppe Donati, ha avuto grande successo,
anche internazionale, nel secolo scorso; oggi solo a Budrio potete
ascoltare un "ocarina", acquistarla o semplicemente ammirarla
in qualche collezione.
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