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Napoli centro storico e Crypta Neapolitana |
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Per addentrarsi alla scoperta dei tesori archeologici della
Campania si può scegliere tra un vasto numero di itinerari.
Si può optare per il famoso percorso archeologico attraverso
il centro storico di Napoli, autentico cuore della città, in
cui si visiterà la zona dei decumani con la
suggestiva Chiesa del Gesù
Nuovo, il notissimo convento di Santa Chiara
e la Chiesa di San Domenico Maggiore con l’omonima piazza.
E' d'obbligo, anche, una passeggiata tra i cunicoli di Napoli
Sotterranea, per scendere nelle viscere della città; uno sguardo
alle ville e agli splendidi palazzi patrizi costruiti dai romani,
come l’Anfiteatro Flavio, il più grande esempio di architettura
romana a Pozzuoli; si potrà proseguire verso il regno della
Sibilla Cumana: il santuario di Cuma dove, giungevano fedeli
per ascoltare i preziosi oracoli che la maga vaticinava. Consigliamo
anche una visita alle: Catacombe di: S. Gennaro e Crypta
Neapolitana
Tomba di Virgilio e Crypta Neapolitana
Alle spalle della stazione di Mergellina si estende il Parco
Virgiliano. A pochi metri dall’ingresso c'è
un’edicola del 1668 fatta appporre da Pedro d'Aragona. L'iscrizione
in alto esalta il paesaggio dei Campi Flegrei mentre l' inferiore,
enumera, dodici balnea dalla crypta alla solfatara.
Alcune inscrizioni ricordano la presenza della tomba di Virgilio,
tra queste ce ne è una in cui si legge: "Mantua me genuit, Calabri
rapuere, tenet nunc Parthenope; cecinit pascua, rura, duces"
"Mantova mi generò, la Calabria mi rapì, ora mi tiene Partenope;
cantai i pascoli, i campi, i condottieri".
Continuando lungo il viale si giunge all’ingresso della "Crypta
Neapolitana", quì fu rinvenuto un bassorilievo in marmo
raffigurante il dio Mitra. Per alcuni scrittori,
nella galleria si svolgevano rituali dedicati al dio (Priapo),
il cui culto comportava riti fallici.
Presso l'ingresso c'è un monumento funerario. La tradizione
vuole che questo fosse il Sepolcro di Virgilio, attribuzione
non accertata. Proseguendo lungo il viale si giunge alla tomba
del poeta Giacomo Leopardi; morto nel 1837 a Napoli. Antonio
Ranieri, suo amico, fece benedire il cadavere e riuscì ad ottenere
il permesso di portare le spoglie del poeta fuori città nella
chiesa di Fuorigrotta.
In seguito fece costruire, per il suo amico Giacomo, un decoroso
sepolcro, dichiarato oggi monumento nazionale.
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GIROSCOPIO BLOG
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1) Italo Zamprotta |
luigi.zamprotta@tin.it
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| Leggo sul vs. sito un riferimento alla crypta neapolitana (Petronio parla di crypta, ma non precisa neapolitana: primo errore)con errate osservazioni di autori che nulla hanno capito del monumento a Priapo, inserito (certamente nel XVIII sec.) da qualche buontempone nelle catacombe di S.Gennaro, perchè ad esse completamente estraneo.
Sarebbe opportuna una correzione di quanto affermato, perchè in quel luogo non si svolgevano riti fallici.
A questo proposito potreste consultare "Il monumento a Priapo nelle catacombe di San Gennaro", Marietti, 1976, scritto dal napoletano Mons.Prof.Giuseppe Morelli (che fu docente di Lingue bibliche presso la Pontficia Facoltà Teologica di Capodmonte e Abate della Cappella del Tesoro di S.Gennaro nel Duomo di Napoli), il quale, scientificamente, dimostra l''assurdità delle asserzioni di alcuni pseudostudiosi precedenti (il volumetto è consultabile presso la Biblioteca della Facoltà Teologica a Posillipo).
Chi vi scrive è un napoletano che tiene al buon nome della Città, della sua storia, e delle sue millenarie tradizioni religiose.
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