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| Scavi di Sibari |
Nel 1932, si intrapresero gli scavi archeologici che portarono
all'identificazione dell'antica Sybaris.
L'area archeologica di Parco del Cavallo, visibile dalla
SS 106, si trova sulla sinistra del Crati. Dalle fonti, è giunta
fino a noi l'idea dell'opulenza, del lusso e del benessere dell'antica
Sibari.
Fu la più ricca e antica colonia achea d'Italia, fondata nel 730
a.C., secondo Strabone, tra due fiumi, il Crathis
(Crati) e il Sybaris (Coscile), che allora sfociavano separati nello
Ionio; il nome Sybaris era quello della capitale della Colchide.
Dopo Taranto, fu la più grande città della Magna Grecia, la sua
popolazione contava 100 000 abitanti: nel 510 a.C.
Gli scavi hanno messo in luce le fasi romane, più superficiali e
consistenti dal punto di vista monumentale. Nel Parco dei Tori,
è emerso un quartiere artigianale della Sybaris arcaica.
Sono visibili i resti, di un edificio rurale, relativo alla città
di Thourioi (ca. 400 a.C.),ed altri edifici più antichi (VI a.C.).
Sulla collina, verso il mare, in località Salto, è stata rinvenuta
una tomba sotterranea decorata, probabilmente, appartenente ad un
guerriero brettio, come evidenzia il ricco corredo: corazza anatomica
in bronzo, elmo, cinturoni, lance e spada in ferro, recipiente potorio
in argento, vasi italioti a figure rosse, un'anfora greco-italica
e una corona di bronzo dorato con particolari in terracotta. I reperti
provenienti dal sito sono esposti nei Musei di Reggio Calabria e
di Sibari (corredo del guerriero brettio).
Non distante dall'antica Sibari, si trova un terrazzamento naturale,
denominato Timpone della Motta, che sovrasta la
piana e l'arco costiero ionico.
I dati archeologici che hanno provato l'esistenza di un abitato
indigeno dell'età del Bronzo ed un secondo dell'età del Ferro.
I Greci, alla fine dell'VIII a.C., occuparono la sommità del colle
e costruirono un santuario dedicato ad Athena. 
In località Macchiabate è possibile visitare
un'estesa necropoli dell'età del Ferro (VIII a.C.), caratterizzata
da sepolture a fossa, coperte da tumuli in ciottoli di fiume.
Particolarmente ricchi risultano essere alcuni corredi, che denotano
una differenziazione sociale; tra gli oggetti di particolare interesse
sono da menzionare: la coppa fenicia in bronzo, con figure sbálzate
(ca. 770 a.C.), tré kotylai , uno scarabeo in serpentino. In località
Timpone della Motta era l'abitato, mentre sulla sommità della collina
sorgeva il santuario di Athena, il cui culto è provato, da un'incisione
su bronzo, che ricorda la vittoria ai giochi olimpici di Kleombrotos
e la dedica alla dea della decima parte del premio guadagnato.
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GIROSCOPIO BLOG
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1) andrea muller |
truller69@hotmail.com
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| dovreste scrivere chi è stato ad iniziare a ricercare reperti, chi ha chiamato gli studiosi dell'università della pensilvania. c'era solo una stele in suo onore e la costrizione della nuova superstrada che collega sivìbari a cosenza l'ha fatta rimuovere. grazie
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2) fulvia |
fulvia.lulu@tiscali.it
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| dovreste anche scrivere che esiste un porto canale (laghi di sybari) che rievoca il vecchio e grandioso porto canale sibarita, che a tuttoggi è insabbiato x cattiva amministrazione comunale. dovreste anche aiutarci a far risplendere questo bellimo porto o meglio diporto.... io sono cosentina ma adoro i Laghi di Sybari e la sua decdenza mi fa male al cuore ... è avrà la setssa mala sorte della'antica Sysarys? sparirà trucidata dalla buracrazia, dalla cattiva amministrazione ?..... Parlatene in giro forse solo così riusciremo a salvare Sybari e la sua storia antica. Fulvia
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