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| Scavi di Alba Fucens |
La sola
fama letteraria di Alba Fucens
ha richiamato tra queste montagne molti viaggiatori
e studiosi, subito conquistati dalla bellezza dell’ambiente.
Pochi siti archeologici al mondo possiedono il fascino
di Alba Fucens; la città romana che cinquant’anni
di campagne di scavo stanno riportando alla luce
tra i boschi del parco Nazionale d’Abruzzo. I reperti
ritrovati all’interno delle mura dell’antica città
romana, circa dieci anni fa, furono subito consegnati
al Museo
di Chieti.
Si rinvennero ritratti di eccezionale valore, Statue
di Venere, efebi, dignitari con la toga, ed oggetti
esotici, sculture ed arredi delle ricche domus,
mosaici, preziose tarsie marmoree, affreschi, immagini
di divinità e imperatori.
Accanto ai tanti capolavori dell’arte e di un superbo
artigianato, numerosi reperti di “vita quotidiana”
di duemila anni fa: servizi da toeletta, giochi,
utensili, vasi di vetro e di ceramica, lucerne in
bronzo e terracotta.
Sono riemersi il foro, l' anfiteatro (tra i più
belli dell' impero romano), il tempio di Apollo
con graffiti ancora leggibili,ora esposti sulle
mura della chiesa di San Pietro.
Percorrendo le strade lastricate si può entrare
nel mercato o nelle terme, gironzolare tra i resti
della Basilica e del Diribitorium (dove avvenivano
le consultazioni elettorali).
Con gli importanti resti degli edifici, sono stati
rinvenuti moltissimi manufatti ed opere d’arte,
non solo in marmo e pietra ma anche in metallo,
in legno e addirittura in osso, protette per due
millenni dall’accumularsi di strati di terra.
Alba era situata all'ombra del Monte Velino, nel
cuore dell'Abruzzo, lungo le sponde dell'antico
Lagus Fucinus, dalla posizione geografica ne deriva
il nome: Alba vuol dire altura, Fucens è riferito
al Lago Fucino. Dalla città romana di Alba, ora
Massa d'Albe in provincia di l'Aquila,
in cinquant’anni di campagne di scavo, sono stati
rinvenuti, straordinari reperti all’interno delle
mura dell’antica città che, scomparve sotto una
enorme coltre di terra, forse a causa di un terremoto.
La porta meriodionale della città, consentiva
di accedere all'Anfiteatro. Quest'ultimo, aveva
un portico formato da colonne, al cui interno sono
stati ritrovati: il pavimento a mosaico con tessere
bianche e nere e la base di una enorme statua di
Ercole (oggi nel Museo Archeologico di Chieti).
Alba Fucens, posta a quasi 1000 m di quota, era
tappa obbligata per i mercanti, che qui potevano
godere di una sosta confortevole.
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