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San Dorligo della Valle
Il Comune di S. Dorligo della Valle è situato nell’estrema zona orientale della Provincia di Trieste e copre una superficie di circa 23 km.
L’uomo, da tempi antichissimi, è stato presente, con una certa continuità in questa zona, come testimoniano i ritrovamenti di materiali preistorici effettuati nella Grotta delle Gallerie, i Castellieri di Monte S. Michele e del Monte Carso, l’acquedotto romano ed i ruderi dei castelli di Moccò e di S. Servolo (ora in territorio sloveno).
Nel VII ed VIII sec. d.C. incominciano ad insediarsi sul territorio dell’attuale comune gli Slavi che nel XII sec. risultano essere gli unici abitanti del territorio. Oggi convivono nel territorio due comunità etniche, quella di lingua slovena e quella di lingua italiana.
Fin dal medioevo si praticava l’attività agricola, molto sviluppata anche l’attività molitoria. Lungo il corso del torrente Rosandra furono costruiti parecchi mulini e alcuni rimasero in attività fino a non molti anni or sono.
Oggi si possono vedere ancora alcuni ruderi dei vecchi mulini, pochi tratti di canali e le macine di pietra. Molto sviluppata la viticultura e la coltura dell’olivo. Alcuni paesi del comune offrono buoni esempi di architettura spontanea, talvolta ben conservati. Un tipico esempio è la chiesa di S. Dorligo di origine molto antica: le prime documentazioni risalgono al 1331, mentre la sorgente tipica del villaggio, porta la data del 1818.
Dall’abitato di Bagnoli della Rosandra si accede, tramite una stretta strada, alla Val Rosandra. La valle ebbe origine dall’erosione provocata dal torrente Rosandra, presenta un profondo solco valivo che incide l’altopiano carsico in direzione nord-ovest-sudest, dove il paesaggio di rupi, ghiaioni, pareti strapiombanti con la sottostante forra del torrente Rosandra, danno un tono di "Wilderness". Nella valle si erge l’antica chiesetta di S. Maria in Siaris le cui prime notizie risalgono al XIII sec.
La Valle rappresenta un collegamento naturale tra il mare e l’entroterra ed è stata utilizzata per i traffici commerciali. Oggi è meta di escursioni per numerosi turisti amanti della natura, per gli speleologi e sopratutto per gli alpinisti. Nella parte superiore della Valle troviamo l’abitato di Botazzo con una tipica osteria, sul ciglione della Val Rosandra, invece, il piccolo borgo di S. Lorenzo, dal cui belvedere si può ammirare un superbo panorama della Valle intera.
Da S. Lorenzo, dove si può visitare la chiesetta risalente al 1665, si raggiunge l’abitato di Pese, noto per il valico internazionale con la Slovenia, e nelle vicinanze il villaggio di Grozzana, dove l’attività agricola è tuttora largamente praticata. Qui viene organizzata nel mese di settembre una mostra fieristica dei prodotti tipici dell’agricoltura locale. In questa occasione si possono gustare le prelibatezze della cucina carsica.
Una delle manifestazioni più importanti del Comune è la Majenca che si svolge nel paese di S. Dorligo. Si tratta di festeggiamenti all’arrivo della primavera che si svolgono la prima settimana di maggio. In questa occasione viene allestita anche la mostra dei vini locali, ma il momento più importante della manifestazione è la preparazione dell’albero della cuccagna sotto il quale si balla.
Il torrente Rosandra rappresenta il nucleo centrale del parco naturale della Val Rosandra. La cascata, di circa 40m di altezza, divide la zona delle arenarie da quelle calcaree. Il paesaggio muta all’improvviso, dai verdi prati e colline, si passa ad un mondo di pietra grigia, tutto roccia e pinnacoli. Il fiume forma delle bellissime cascatelle e pozze, più in alto, le pareti segnate profondamente dalle acque ne testimoniano l’antico corso.
Dell’acquedotto romano, sito nell’imbocco della Val Rosandra, sono ancor oggi visibili: il canale, costituito alla base, da un insieme di pietre e calce e, ai lati, da due muri paralleli, e alcune volte ancora intatte.
L’acquedotto partiva, con ogni probabilità dalla Fonte Oppia, proseguiva dapprima sul lato sinistro della valle e poi su quello destro, fino a Bagnoli, dove le acque venivano raccolte in una vasca. Da qui si dirigeva verso Trieste per sgorgare nella zona di Città vecchia, dopo un percorso di 14 km. La chiesa di S. Dorligo, dedicata a S. Ulderico presenta all’interno quattro altari in stile barocco, il soffitto a capriate in legno e l’abside affrescata. Sul lato esterno della chiesa sono appoggiate alcune pietre tombali dei secoli XVIII e XIX.
L’antico castello di Moccò, costruito prima del 1100, sorgeva sulla vetta e dominava la valle fino all’attuale zona industriale. Oggetto di contesa tra Venezia e Trieste nei secoli XV e XVI, conquistato dai triestini, venne distrutto perchè non finisse in mano degli avversari.
A San Dorligo si può anche visitare il vecchio oleificio che è stato recentemente restaurato a museo e adibito all’esposizione dei pittori locali ed altre manifestazioni culturali. Molto interessante anche la chiesetta di S. Martino sita sopra il villaggio di S. Dorligo e che sul portale d’ingresso ha scolpita la data 1655.
Interessante anche la chiesa del sec. XVIII nel villaggio di S. Giuseppe nella quale sono conservate alcune reliquie della Santa Croce. Il paese come tale presenta una propria storia particolare, sia per quanto riguarda lo sviluppo storico, che per quello religioso.
Fonte: http://www.ts.camcom.it/laprovincia/sandorligo.htm
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