EMILIA ROMAGNA
La Val Trebbia, situata nell'Appennino piacentino, è una zona poco sviluppata a livello turistico; i suoi torrenti, tutti nascosti da una fittissima vegetazione di faggi e castagni (ottimi per cercatori di funghi), scorrono attraverso forre di roccia arenaria e fiolitica lasciando filtrare luce ideale per poter ammirare la natura che fa da cornice alle discese.
La nascita del Centro sportivo Sports in Open Space ha contribuito allo sviluppo turistico di questa valle proponendo, oltre alle discese in kayak e raft, anche quelle di torrentismo.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Buona parte del territorio del Friuli Venezia Giulia è montuoso. Sebbene né le Alpi Carniche né le alpi Giulie raggiungano altezze molto elevate, buona parte dI questi monti è contraddistinta da un contesto molto selvaggio ed austero. Se a questo aggiungiamo la diffusa presenza di fenomeni carsici, ecco che abbiamo delineato per sommi capi il terreno di gioco per il torrentismo del nord-est.
Da un punto di vista litologico, i torrenti che formano forre scorrono quasi esclusivamente nei calcari o nella dolomia. Sono pertanto diffusi i tipici fenomeni delle gole scavate nelle rocce solubili con abbondanza di scavernamenti, marmitte dei giganti, e pozze profonde.
Sono presenti sia gole ad andamento prevalentemente verticale che gole sub-orizzontali. Le prime, caratterizzate da ambienti mai molto incassati e generalmente luminosi si aprono prevalentemente nelle zone alpine quali, per esempio, la Val Raccolana ed il Canal del Ferro. Le seconde, incassate e buie, caratterizzano invece le zone prealpine e sono ben rappresentate dalle forre della Val d'Arzino e della Val di Tuora.
LAZIO
Il torrentismo nel Lazio presenta numerosi terreni di gioco, con differenti caratteristiche idrologiche e morfologiche. A questa diversità concorrono tanto le differenti altitudini alle quali sono situate le gole quanto le differenti litologie.
Se in estate la maggior parte dei percorsi torrentistici del Lazio è priva di scorrimento idrico, in primavera o in autunno c'è acqua a sufficienza, e il clima mite rende possibili effettuare appaganti discese torrentistiche.
Questi alcuni degli iterinari torrentistici nel Lazio:
MONTI SABINI :
Fosso Ravi, Fosso di Ripa Rossa, Fosso di Costa Ariola, Fosso di Galantina, Fosso della Rocca, Fosso di Rasciano, Torrente Farfa;
FIUME TREIA:
Fosso della Selva;
MONTI LUCRETILI:
Fosso dei Ronci, Fosso dei Cimini, Fosso della Mola;
TERMINILLO:
Fosso dei Cavalli, Fosso di Portella;
FIUME SALTO:
Fosso Pozzeria, Fosso della Mola, Fosso di Acquaro, Fosso di Castelvecchio;
MONTE CERVIA:
Fosso di Riancoli;
MONTI PRENESTINI:
Fosso delle Mole (o di Spina Santa), Valle Cupa.
PIEMONTE
Come è a tutti noto, il Piemonte è una regione caratterizzata per almeno il 40% da un territorio montuoso che si estende attraverso: l'appennino Ligure e le Alpi Liguri, Marittime, Cozie, Graie Pennine e Lepontine.
Attualmente sono già noti una settantina di itinerari interessanti per il torrentista ma l'esplorazione offre ancora un notevole panorama di possibilità.
La ripartizione dei diversi itinerari su base provinciale è la seguente:
CUNEO: 11 .
ASTI: 0 .
.ALESSANDRIA: 0 .
VERCELLI: 9 .
TORINO: 11 .
BIELLA: 1 .
VERBANIA CUSIO OSSOLA: 38 .
NOVARA: 0 .
SICILIA
La Sicilia torrentistica puï essere così inquadrata:
1. Area Iblea: Vasto altopiano carsico che si estende uniformemente per decine di chilometri, è caratterizzato da una giacitura generalmente sub-orizzontale degli strati. Si colloca nell'estremità Sud-orientale della Sicilia, interessando le Province di Siracusa e Ragusa.
2. Area Etnea: Di grande interesse torrentistico i due fiumi che bordano ad Est ed a Ovest il M.Etna, ossia rispettivamente il F. Alcantara ed il F.Simeto. Sono entrambi fiumi ricchi d'acqua (l'Alcantara anche in periodo estivo) che hanno intagliato le colate laviche basaltiche marginali dell'Etna e di altri centri eruttivi limitrofi ormai spenti (Vulcano di Mojo Alcantara), creando una serie di forre nel basalto.
3. Area Peloritani/Nebrodi: Sono, procedendo da E ad O a partire da Messina, i monti della catena costiera settentrionale della Sicilia. Di natura prevalentemente metamorfica i primi ed argilloso-arenacea i secondi, ospitano diverse gole che si sviluppano su conglomerati, rocce metamorfiche lapidee o strutture carbonatiche medio-piccole.
4. Area delle Madonie: Le Madonie rappresentano la prosecuzione verso Palermo della catena costiera settentrionale. Si tratta di una vasta area carsica, con una presenza minore di rilievi arenacei, che raggiunge quasi i 2000 metri di altezza. La ricchezza delle precipitazioni (nevose nei mesi invernali oltre i 1500 m di altitudine) e le favorevoli condizioni geologiche le rendono l'area più interessante dal punto di vista torrentistico, con oltre una ventina di forre esplorate in calcare, dolomia ed arenaria.
5. Area Sud-Occidentale: A causa della lontananza dai principali centri di svolgimento dell'attività torrentistica in Sicilia (Palermo e Messina) sono l'area meno conosciuta che puï riservare le potenziali migliori sorprese dal punto di vista esplorativo. Anche in questo caso si tratta di rilievi calcarei e dolomitici con caratteristiche simili a quelli dell'area precedentemente descritta, caratterizzati da condizioni climatiche variabilissime;
TOSCANA
La Toscana, benchè ricca di rilievi montuosi, non possiede forre e gole particolarmente sviluppate. Cio' è dovuto alla natura prevalentemente arenacea dei principali rilievi appenninici, che non consente fenomeni di inforramento vistosi in ragione della erodibilità dei versanti.
Gli unici torrenti che presentano tratti inforrati sono presenti nelle aree di affioramento delle formazioni carbonatiche della successione Toscana metamorfica e non metamorfica. Tali affioramenti riguardano principalmente le Alpi Apuane e il prospiciente tratto di Appennino che si affaccia sulla Valle del Serchio.
Le forre più belle della Toscana si trovano però sul versante dell'Appennino che guarda la Valle del Serchio.
Tra queste il famoso Orrido di Botri, la gola più lunga e suggestiva dell'Appennino Settentrionale, il cui percorso è particolarmente remunerativo nella tarda primavera, quando il torrente Fegana è ricco di acqua.
Trattandosi di una riserva naturale di elevato pregio, l'accesso a questa gola è da qualche anno regolamentato, e per la discesa occorre chiedere il permesso alla locale sede della Forestale.
Altra bella forra è quella scavata dal Torrente Ania, nel tratto sottostante al paese di Coreglia Antelminelli. Benchè breve il percorso è caratterizzato da una portata sempre consistente, escluso che nei periodi di maggior siccità. Si tratta forse del torrente più inforrato della intera zona.