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Come nasce:
Questo sport nasce in Francia pochi anni fa, diffondendosi immediatamente in tutta Europa.
Nuoto pinnato, unito alle discipline fluviali, crea un cocktail unico che porta a vivere in prima persona la corrente del fiume.
L' hydrospeed consiste nel discendere fiumi e torrenti stando sdraiati a pancia in giú su una specie di bob. Questo sport é piú faticoso di kayak e rafting perché l'atleta é quasi completamente sommerso nell'acqua e il corpo tende a perdere calore molto rapidamente dal momento che la muta non é stagna.
Molto importante è farsi accompagnare da un esperto in grado di valutare la pericolositá dei salti e muoversi in gruppo. I salti non devono mai superare i 2 o 3 metri di altezza ed é sempre necassaria, prima della discesa, una ricognizione del corso d'acqua, per evitare sorprese. I gorghi che si formano alla base delle cascate, nei casi peggiori, possono catturare l'atleta.
La raccomandazione è, in ogni caso, di non cimentarsi se non si è già sufficientemente inoltrati verso discipline estreme come questa.
Fondamenale ed indispensabile è equipaggiarsi adeguatamente.
Il mezzo é una carena di plastica, che ha la stessa forma dei bob da neve usati dai bambini. Si indossa una muta di neoprene imbottita su cosce, ginocchia e gomiti, e un giubbotto salvagente; un casco da kayak protegge la testa. Schiume poliuretaniche a cellulosa chiusa e colle speciali hanno permesso di rendere assolutamente stagni i bob piú estremi.
Quindi, le gambe fungono da timone, le pinne da propulsore.
Le scuole principali si trovano in Svizzera e Germania.
Tra le imprese storiche si ricorda quella di Mike Horn, nel 1997, sceso da una cascata di 19 metri.
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