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Economia
Alla Calabria la maglia nera della disoccupazione. Il 28,7 per cento della popolazione attiva è senza lavoro, contro la media europea del 9,4. La "punta" della penisola italiana si piazza all'ultimo posto nella classifica sulla disoccupazione tra 205 regioni europee, stilata da Eurostat, ufficio statistico della comunità europea. Secondo il monitoraggio, effettuato su dati relativi all'aprile 1999, altre tre regioni italiane figurano tra le ultime sei. In Sicilia 24,8 persone su 100 non lavorano, mentre in Campania sono il 23,7 per cento. Le altre tre regioni europee dove non si trova lavoro sono spagnole: Ceuta e Melilla, 25,5 per cento, Estremadura, 25,5 per cento, e Andalusia 26,8 per cento.
Il tasso regionale di disoccupazione più basso è stato invece registrato nelle isole Aland (2,1), in Finlandia. In Italia il risultato migliore è quello ottenuto dal Trentino Alto Adige: "solo" il 3,9 per cento di disoccupati.
Ma l'Italia non brilla neppure su altri fronti. E' infatti italiano il più alto livello di disoccupazione giovanile, che in Calabria raggiunge la punta del 65,2 per cento. Nel resto d'Europa la media dei giovani sotto i 25 anni in cerca di una occupazione è del 17,8 per cento. Italiano è anche il record negativo delle donne senza lavoro: E sempre in Calabria la percentuale raggiunge il 41,4%.
Spetta all'Inghilterra il primato: nel Berkshire solo il 2 per cento delle "signore" non lavora. Il Mezzogiorno è protagonista per quanto riguarda il divario più ampio nello stesso Paese tra zone ad alta e bassa disoccupazione: la forbice che separa Trentino Alto Adige e Calabria è di oltre 24 punti.
La mappa della disoccupazione di Eurostat indica, però, nell'insieme, un miglioramento della situazione: tra il 1998 e il 1999 in 153 delle 205 regioni comunitarie il tasso di disoccupazione è sceso. Solo in 44 si è avuta la tendenza opposta. Anche in Italia la media dei senza lavoro è calata dal 12,1 all'11,7 per cento, anche se nelle regioni del Nord è quasi ovunque sotto all'8 per cento, mentre al Sud supera il 15.
Da La Repubblica, 25 Luglio 2000
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