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Basilicata Economia
L'analisi delle dinamiche settoriali nella regione Basilicata dal 1980 al 1999 mostra come la crescita del PIL sia in buona parte da attribuire all’andamento dei servizi (servizi pubblici, commerciali e turismo), con una crescita sia in termini di valore aggiunto, sia di livelli occupazionali.
In questo periodo, l’agricoltura lucana ha subito profonde modificazioni, e nonostante il proprio contributo al totale del valore aggiunto sia diminuito, il settore primario assorbe ancora circa un sesto dell’occupazione complessiva, con una leggera prevalenza femminile.
Infine, dal 1980 al 1999, il settore industriale si è mantenuto nel complesso costante, pur presentando marcate differenze in termini settoriali.
Seguendo l’evoluzione del settore industriale nel periodo dal 1980 al 1999, emerge come il primo settore dell'industria sia quello dei prodotti energetici, in lenta ma costante ascesa nei tre lustri considerati.
Il secondo settore per importanza relativa è costituito dal settore dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, che soprattutto a partire dal 1987 ha conosciuto uno dei trend di crescita più rilevanti del comparto manifatturiero.
A partire dal 1993, il settore mezzi di trasporto ha visto quintuplicare il proprio peso in termini di valore aggiunto, grazie all’entrata in funzione dello stabilimento Fiat-Sata di Melfi, e dall’indotto creato. Un altro importante settore per l’economia della Basilicata è il metalmeccanico (ad esclusione dei mezzi di trasporto), anch’esso in lenta ma costante ascesa nel periodo considerato, anche grazie agli investimenti di imprese extraregionali.
Nella seconda metà degli anni ottanta, dopo un periodo fortemente dinamico, il settore legno, gomma ed altri prodotti industriali, che in Basilicata è dominato dal settore arredamento, ha attraversato una fase di crescita più moderata, anche se molto positiva nei mercati internazionali.
I settori dei prodotti minerali e del tessile e dell’abbigliamento, importanti nell’economia regionale, presentano entrambi una crescita nel lungo periodo pur con dinamiche non lineari.
Infine il settore chimico e farmaceutico, che nel 1986 costituiva il secondo settore industriale per importanza, ha visto decrescere progressivamente il proprio ruolo negli anni novanta.
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