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Amerigo Vespucci
Amerigo nasce il 9 Marzo 1454 e viene battezzato il 18 Marzo dello stesso anno: "Amerigo et Matteo di Ser Nastagio di Ser Amerigo Vespucci, populi Sante Lucie d'Ognissanti". Così è registrato nel Registro Battezzati, Archivio Opera del Duomo, Firenze.
L'educazione di Amerigo venne affidata allo zio Giorgio Antonio, canonico del Duomo, e all'altro zio, Guido Antonio frate nel convento di San Marco a Firenze.
Attorno allo zio canonico gravitano importanti personaggi del mondo scientifico. Determinanti nella formazione di Amerigo furono Paolo del Pozzo Toscanelli, teorico della navigazione verso occidente per raggiungere l'oriente, e Marsilio Ficino, filosofo neoplatonico animatore dell'accademia Careggi.
Nel 1478 Amerigo si reca in Francia con lo zio ambasciatore Guido Antonio. Tornato a Firenze, riparte per Siviglia verso la fine del 1490 come agente del banco Berardi. Nonostante la nomina dell'amico Pier Soderini a Gonfaloniere a vita della Repubblica fiorentina, Amerigo non tornerà più a Firenze.
Amerigo, dopo l'esperienza presso il banco Berardi, passa alla direzione della Compagnia delle Indie ristrutturata dallo stesso Amerigo in Casa della Contractation, istituzione preposta alla tutela di tutte le traversate oceaniche. il 6 agosto 1508 Amerigo viene nominato Piloto Mayor. Muore a Siviglia il 22 febbraio 1522. Sul testamento, scritto il 9 aprile 1511, fra i pochi ricordi della sua città natale si legge: "desir una misa de requiem cantada e treinta e tres misas rezadas por mi ánima en la iglesia de Todos Santos, de la dicta cibdad, (Firenze)". Traduzione di Consuelo Varela.
La famiglia Vespucci festeggia un grande evento, Marco (raffigurato da Botticelli nelle vesti di Marte - Londra, National Gallery) sposa Simonetta Cattaneo della famosa famiglia dei banchieri genovesi.
Il potere larvato di Cosimo il Vecchio dei Medici, esercitato mediante la corruzione delle istituzioni, mette in pericolo la Repubblica fiorentina della quale i Medici tentano di insignorirsi.
Il 1 agosto 1464 muore Cosimo il Vecchio. Il nipote Lorenzo prosegue senza scrupoli la sua politica di appropriarsi del potere cittadino.
La città si riempie di spie , di sicari e di prezzolati che la percorrono al grido di "palle, palle" alludendo allo stemma mediceo. Gli avversari progettano un attentato alla vita dei fratelli Lorenzo e Giuliano dei Medici (la "congiura dei Pazzi"). Il 26 aprile 1478 Giuliano viene assassinato nel Duomo di Firenze, Lorenzo fugge ferito. Sotto la guida di Lorenzo il popolo insorge procedendo alla giustizia sommaria degli avversari ai Medici.
La congiura offre a Lorenzo il pretesto per il suo trionfo, in questo dipinto vediamo Lorenzo allegorizzato nella Dea: il lauro in testa, chiara allusione al nome, e lo stemma privato di Lorenzo ricamato sulla veste.
Sotto la vendetta di Lorenzo dei Medici cadranno l'ambasciatore Guido Antonio Vespucci, zio di Amerigo, arrestato, e Piero, padre di Marco, capitano delle galere fiorentine nel 1462 e 1464, condannato al carcere a vita, poi commutato nell'esilio.
Da questo evento i Vespucci, dichiaratamente repubblicani, subiranno per sempre l'ostilità del potere mediceo.
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