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San Pietro in Casale
Il nome San Pietro in Casale, per quanto ci è dato di sapere, appare per la prima volta in 20 novembre 1223, nell'ordinanza con la quale il comune di Bologna imponeva alle comunità del contado un capo-quartiere della città a scopo militare. Certamente sino al 1700 quello di San Pietro non fu che un piccolo borgo di poche case raccolte attorno ad una chiesa, anche se un decreto del senato bolognese risalente al 1544 attesta l'origine, da quella data, di un mercato settimanale che diventerà, secoli dopo, fiorente e conosciuto nella vasta zona del circondario.
Forse la prima vera e propria "rivoluzione" che ne modificò sensibilmente l'assetto politico e sociale, va fatta risalire al 20 giugno 1796, quando, cessato il dominio pontificio, i proclami del generale Bonaparte abolirono ogni autorità che non fosse il Senato di Bologna e diedero al villaggio e alle varie parrocchie circostanti la Configurazione di comune vero e proprio.
La restaurazione che seguì la caduta di Napoleone riportò a San Pietro in Casale il governo pontificio. San Pietro, che contava 2984 abitanti, comprese le frazioni di Rubizzano, Maccaretolo e Gavaseto, si vede ben presto annessi altri territori: Asia, Cenacchio, Massumatico, Poggetto, Sant'Alberto, San Benedetto e Gherghenzano, i quali, ad eccezzione di quest'ultimo, formano ancora oggi il suo territorio.
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